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Ateneo sempre più diffuso
Sul futuro dei giovani le università ormai dialogano incessantemente da alcuni anni con la categoria dei geometri e la pubblicazione – ideata e promossa dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati - che meglio esprime questa relazione si conferma “Ateneo diffuso”, l’ebook che guida gli studenti e le famiglie a ripartire dall’istruzione tecnica per costruire il domani del nostro Paese 




In partenza dal prossimo anno accademico (2021/2022), la classe di laurea professionalizzante in “Professioni Tecniche per l’edilizia e il territorio” (LP - 01) è il diploma triennale per il geometra laureato del domani. A seguito dell’istituzione ufficiale dello scorso anno (QUI il decreto ministeriale), nel nuovo titolo universitario confluiranno i corsi finora avviati per questa formazione specialistica (QUI la mappa aggiornata al 30/4/2021), una collaborazione fra gli atenei con i Collegi provinciali a cui si aggiungerà una marcia in più.

L’imminente discussione alla Camera dei Deputati del disegno di legge che porta il nome dell’ex ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica Gaetano Manfredi, infatti, prevede che le lauree professionalizzanti diventino anche abilitanti alla professione. A questo proposito, nel testo viene precisato che i piani di studio del terzo anno si connoteranno sia per le attività formative, da svolgersi presso gli studi professionali selezionati dai Collegi territoriali della categoria, sia per la discussione della tesi che assumerà le caratteristiche di un esame di Stato, integrando una prova pratica alla presenza di una commissione, a cui prendono parte anche rappresentanti degli Ordini e dei Consigli professionali. Un doppio vantaggio: i giovani potranno ricevere la migliore formazione nel proprio territorio e ancor prima avranno accesso agli sbocchi occupazionali e alle proposte professionali messe a disposizione dal mercato.

Questo cambiamento è fortemente auspicato anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che sottolinea la necessità di semplificare le procedure delle abilitazioni. Una priorità prima ancora individuata dal Premier Mario Draghi, che nel suo discorso programmatico ha assegnato anche all’istruzione tecnica un ruolo importante: concorrere alla ripartenza del Paese. 

“Per la categoria dei Geometri – ha dichiarato il presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli – il disegno di legge Manfredi può essere approvato senza alcun emendamento al testo. Si tratta di un percorso chiaro, pensato e ‘disegnato’ per la nostra professione, che eleva il livello delle conoscenze e lo associa fortemente alle nuove abilità digitali richieste dal mercato. Un indirizzo a favore dei nostri giovani, che ottimizza i tempi evitando le sovrapposizioni e si rivela adeguato alle necessità del Paese”! (QUI l’articolo de Il Sole 24 Ore sui corsi professionalizzanti per i geometri).

Ma non è tutto. La spinta che venne impressa nel 2015 dal progetto di riforma sul percorso di accesso alla professione del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati ha precorso e sollecitato non solo alcune scelte istituzionali, bensì ha rappresentato anche l’incipit di un dialogo fra il mondo della cultura e della formazione accademica e la categoria dei geometri. Due realtà che insieme hanno delineato sempre più l’orizzonte futuro dei giovani fino ai giorni nostri, arrivando a totalizzare nell’ultimo anno accademico ben 13 università che hanno aperto le porte alla ‘laurea del geometra’ e hanno scelto di inserire questo corso nel loro piano di studi. Per questo motivo, nasce l’ebook “Ateneo Diffuso”: per raccontare una storia molto particolare e tutta italiana (clicca QUI).

Prossimamente saranno altri due i percorsi di laurea LP – 01 che – dal prossimo anno accademico 2021/2022 - verranno accolti nelle università degli studi di Enna (KORE) e di Reggio Calabria (Mediterranea). Un’iniziativa a opera della Consulta Regionale dei Geometri e Geometri Laureati della Sicilia, mentre si è ampliato la scorsa settimana l’analogo corso del Politecnico di Bari che ha suggellato la collaborazione anche con il Collegio Geometri di Bari, dopo quella stretta nel 2018 con il Collegio di Barletta, Andria e Trani.

E di questo passo, c’è da credere che sarà sempre più estesa la diffusione di quello che si è affermato come un modello di evoluzione del geometra, una figura che fa parte della storia del nostro Paese, oltre a essere uno degli indiscussi protagonisti dei prossimi grandi cambiamenti dell’ambiente e del territorio nazionale.