Questo sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. La prosecuzione della navigazione comporta l'accettazione di tali cookies. Per maggiori informazioni sui cookie, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, consulta la nostra Informativa Privacy

Ok
Il TAR del Lazio boccia la convenzione AGEA - CAA
Una proposta che avrebbe costituito persino una palese violazione al principio della sussidiarietà orizzontale. Questa la posizione del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati espressa dal consigliere Antonio Mario Acquaviva e ampiamente sostenuto anche da Rete Professioni Tecniche, che ha intrapreso il percorso giudiziale aderendo al ricorso incardinato dai Centri di Assistenza Agricola Liberi Professionisti avverso la nuova formulazione dell’intesa da parte di AGEA, l’Agenzia per le erogazioni dei fondi pubblici in agricoltura


Annullando la delibera di approvazione della convenzione AGEA con la sentenza 5683 del 12 maggio 2021, il TAR del Lazio ha di fatto smentito la tesi che sarebbero state perseguite le dichiarate finalità di efficientamento del servizio da parte dell’Agenzia per l’erogazione dei fondi in agricoltura, contraddicendo anche il modulo organizzativo ipotizzato dall’ente pubblico, che imponeva la presenza di un certo numero di lavoratori dipendenti rispetto a una struttura basata sulla collaborazione con i liberi professionisti.

È questo l’esito finale di una riforma controversa che ha suscitato proteste, interpellanze parlamentari e ricorsi, sulla quale era già intervenuto il consigliere Antonio Mario Acquaviva del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (QUI la news) che, accogliendo favorevolmente le considerazioni del TAR, ha sottolineato quanto “la condotta di AGEA non rispettasse il diritto di esercizio della libera professione riconosciuto dalla Costituzione e, al tempo stesso, comportasse una ricaduta negativa sulle opportunità di lavoro autonomo; tutto ciò, proprio in un momento in cui ancor più forte è avvertito un bisogno di tutele e di equo compenso per i liberi professionisti”. La modifica, infatti, avrebbe avuto impatto su almeno 3mila professionisti e relativi studi tecnici che sono strutturati per tale attività. A questo punto, l’auspicio che viene rivolto da parte dei liberi professionisti è nella direzione di una riflessione ponderata sulle motivazioni del TAR del Lazio, affinché sia scongiurata da parte di AGEA un’inutile ostinazione che possa condurre all’eventuale tentativo di impugnare la sentenza in appello al Consiglio di Stato. 

I PROTAGONISTI & I FATTI
AGEA. L’Agenzia per le erogazioni dei fondi pubblici in agricoltura è un ente pubblico con funzioni di coordinamento e pagamento dei fondi Ue e nazionali ai produttori agricoli; 

SIAN. E’ l’acronimo di Sistema Informativo Agricolo Nazionale, o meglio il principale strumento operativo su cui sono registrati circa un milione di fascicoli collegati ad altrettante aziende agricole. Ad AGEA, invece, fanno capo circa seicentomila fascicoli e i restanti sono gestiti dagli Organismi pagatori regionali autonomi (Opr) che operano in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Calabria, Sardegna e nelle province di Trento e Bolzano. Tramite il SIAN vengono erogati circa 6 miliardi di euro l’anno.

CAA. AGEA si relaziona con i Centri di Assistenza Agricola (CAA) in base a una convenzione. A loro volta, i CAA che rappresentano il trait d’union tra le organizzazioni del comparto e l’ente pagatore, si rapportano con le imprese agricole e ne gestiscono i fascicoli aziendali. Gli operatori dei CAA, infine, sono lavoratori dipendenti o collaboratori che esercitano con un rapporto di prestazione occasionale. 

I RICORRENTI. Alcuni hanno aderito al percorso giudiziale già incardinato, come la Rete Professioni Tecniche (di cui il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati fa parte), altri lo hanno intrapreso come il Consiglio nazionale degli Agronomi, dei Periti agrari e degli Agrotecnici. Il TAR ha dato ragione a tutte le parti avverse, annullando la delibera di approvazione della nuova convenzione. 

I FATTI. Al centro della vicenda una riforma controversa voluta da AGEA, che ha proposto una nuova convenzione ai CAA. Gli effetti della rielaborazione dell’accordo avrebbe di fatto escluso tanti professionisti che operano in questo ambito. Al loro posto, dipendenti preposti all’accesso dei sistemi informativi. Secondo AGEA, questo “doveva spingere l’intero settore verso una maggiore professionalizzazione e garantire più sicurezza contro frodi e usi indebiti dell’apparato tecnologico”.

QUI la rassegna stampa