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Investire nell’orientamento scolastico per contribuire a risolvere le criticità del Paese
Con l’avvio del nuovo anno scolastico, è importante che i geometri – come professionisti e come cittadini – assumano la responsabilità di favorire la ripresa delle attività di orientamento, fornendo agli studenti informazioni utili alla scelta consapevole del proprio percorso di vita: un’occasione per mettere in campo nuovi strumenti


Si è molto parlato delle conseguenze, dirette e indirette, dell’epidemia di Covid-19 sugli studenti di ogni ordine e grado: dalla didattica a distanza alle modalità di esame di fine primo ciclo (terza media) e secondo ciclo (maturità); dal venir meno delle relazioni sociali dentro e fuori la scuola all’indebolimento delle conoscenze di base; dall’impoverimento di competenze socio-emotive alle linee guida per la riapertura delle scuole, fissata al 14 settembre (salvo diverse disposizioni regionali). Tra i tanti temi importanti, però, uno sembra essere rimasto sullo sfondo: l’assenza pressoché totale di iniziative di orientamento in entrata e in uscita, rese impraticabili (se non in modalità virtuale) dall’emergenza sanitaria causata dal Covid-19. 

L’orientamento, che assume sempre maggiore centralità nell’attività scolastica, punta al raggiungimento di due obiettivi fondamentali: favorire la scelta consapevole del percorso scolastico o professionale degli studenti; contrastare due fenomeni molto gravi in Italia: la dispersione scolastica e i NEET, Not in Education Employment or Training. Lungo queste direttrici si muove “Georientiamoci. Una rotta per l’orientamento”, il progetto di orientamento scolastico della Categoria rivolto agli studenti delle seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado, che dal suo esordio (anno scolastico 2014-2015) ha raccolto l’adesione di circa 3.700 istituti, 14.900 classi, 341.00 studenti.

Attraverso una rete virtuosa radicata sul territorio (geometri liberi professionisti nel ruolo di referenti, Collegi territoriali, istituzioni di riferimento locali e interne alla Categoria) coordinata dalla Fondazione Geometri Italiani, abbiamo strutturato un percorso nazionale di orientamento finalizzato a far conoscere il piano di studi dell’istituto tecnico indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT), nonché le opportunità professionali e formative al termine del quinquennio. Per questa via, stimoliamo i ragazzi e le famiglie a (ri) scoprire la professione del geometra, ma soprattutto forniamo un contributo al Paese per colmare il gap tra formazione e lavoro, offrendo ai giovani gli strumenti per identificare le competenze richieste dal mercato del lavoro odierno. Riducendo, così, quel senso diffuso di incertezza che sovente è l’anticamera dell’abbandono scolastico: il 14,5% degli studenti italiani, a fronte di una media europea del 10%.

Il post-Covid potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione: secondo i dati forniti da Almadiploma, alla vigilia dell’esame di maturità circa il 15% degli studenti si dichiara indeciso tra lavoro e studio, il 7% vorrebbe coniugarli, il 10% opta per il lavoro; la quota dei diplomati “incerti” è particolarmente elevata tra i tecnici (25,1%) e i professionali (29,9%), e nelle famiglie in cui i genitori non sono laureati. 

In altre parole: “sono pochi gli studenti del quinto anno ad avere un’idea certa del proprio futuro”.

In questo scenario, è importante che i geometri – come professionisti e come cittadini – assumano la responsabilità di favorire la ripresa del processo di orientamento, fornendo agli studenti informazioni utili alla scelta consapevole del proprio percorso di vita. La proposta del Consiglio Nazionale è di introdurre nell’impianto progettuale una serie di variabili riconducibili – oltre che alle scelte formative degli studenti – al futuro della collettività e del Paese, alcune delle quali emerse in sede congressuale, segnatamente nel tavolo di lavoro “Orientamento scolastico”.

E quindi:

  • trasmettere ai pubblici target la modernità della professione, anche attraverso un maggiore coinvolgimento dei geometri under 35 nella definizione delle politiche di orientamento e, soprattutto, nelle azioni di role modeling;
  • assegnare ampia visibilità alla narrazione dei temi legati alla sostenibilità ambientale e sociale, che i geometri hanno da tempo fatto propri (inclusi co-living e co-housing);
  • utilizzare registri narrativi differenziati per le ragazze, i ragazzi e i genitori;
  • ideare – con il supporto del gruppo di lavoro #accettolasfida libera professionista (QUI l’articolo Nuove Abitudini) - iniziative finalizzate ad incrementare la presenza femminile negli istituti tecnici, illustrando le possibilità che offre la formazione tecnica alle ragazze, soprattutto come viatico per lo studio delle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

A queste indicazioni di carattere operativo, ne vorrei aggiungerne una di natura strategica: l’opportunità di intensificare, anche in chiave di orientamento, l’informazione sullo stato dell’arte del processo di riforma del percorso di accesso alla professione e dei corsi di laurea triennali per geometra, già presenti sul territorio nazionale (QUI la mappa dei corsi di laurea attivi nell'anno accademico 2020/2021). 

L’impianto della “laurea del geometra” – triennale, professionalizzante e abilitante – che da anni la Categoria presenta nelle sedi deputate e già disegno di legge al Senato - ha molti punti in comune con le proposte contenute nel piano Colao per rilanciare l’economia italiana: “un orientamento dei giovani che concili le loro aspettative con le trasformazioni del sistema socioeconomico”, assieme al potenziamento di un “canale di formazione universitaria professionalizzante”. A ciò si aggiunga la spinta “abilitante” che il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, vorrebbe assegnare ai percorsi universitari professionalizzanti, nell’ottica di garantire al Paese un capitale umano aggiornato, capace di comprendere i benefici garantiti dall’innovazione. 

Impegnarsi concretamente in questa direzione, con l’obiettivo di attrarre i giovani in un sistema formativo finalmente in sintonia con il mercato del lavoro, sarebbe indubbiamente una scelta politica lungimirante: l’istruzione avanzata è una leva fondamentale per fare ripartire il Paese e renderlo competitivo.