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L’ateneo ‘diffuso’
La transizione verso il futuro del percorso accademico della Categoria è in realtà un presente già differito in avanti che motu proprio si è fatto strada, portando avanti una concezione nuova della formazione, divenuta attualissima nella fase di ripartenza del nostro Paese. Ora l’obiettivo è ripartire, la didattica oltre l’emergenza. Il futuro si è rinnovato, con esso anche il sapere: noi ci siamo


In questi ultimi anni la formazione del geometra ha radicalmente cambiato prospettiva in Italia. Per esercitare la professione da parte del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati è stata presentata nel 2016 una proposta di legge, che riformerà il percorso di accesso istituendo una nuova laurea universitaria da frequentare obbligatoriamente per conseguire il titolo triennale che abilita direttamente al mondo del lavoro. Il percorso accademico è l’ideale prosecuzione degli studi per chi ha conseguito il diploma di scuola media superiore rilasciato dagli Istituti Tecnici, settore Tecnologico, indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio” (CAT). Il suo piano didattico, però, integra eccellentemente materie tecniche, scientifiche e matematiche da presentare (e risultare) particolarmente attrattivo anche agli studenti che hanno maturato un cammino di studi classici, i quali desiderano orientarsi verso una formazione che offra sbocchi nell’economia circolare, nella sostenibilità ambientale, nella tutela del territorio. 


In attesa dell’esito dell’iter parlamentare, e prima ancora che entrassero in vigore le lauree professionalizzanti, da subito in Italia sono stati avviati corsi sperimentali che rispecchiano il testo depositato, benché necessariamente incardinati nelle classi di laurea operanti (L7 o L23). A fare la differenza un piano didattico orientato a rafforzare una solida e specifica formazione all’esercizio delle competenze professionali.  


Un percorso virtuoso - reso possibile grazie alla collaborazione dei Collegi Provinciali dei Geometri, fortemente coinvolti nel progetto di riforma - che si accrediterà definitivamente con i sopra citati corsi triennali, volti a facilitare l’accesso al mondo del lavoro degli studenti e introdotti nel 2018 dall’allora Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Non a caso, per questo motivo e, a più riprese, venne titolato: “I geometri pionieri delle lauree professionalizzanti”. 


Fino a qua è la genesi, di una delle principali caratteristiche della riforma voluta dal Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati che - innovando profondamente la formazione dei futuri geometri - ha voluto offrire anche una risposta alle esigenze di molte famiglie italiane: ampliare la possibilità di assicurare un livello di istruzione più alto ai ragazzi, favorendo coloro che sono - per mille ragioni - impossibilitati a proseguire gli studi universitari fuori sede. Uno scenario che vede protagonisti anche gli Istituti Tecnici, settore Tecnologico, indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio” (CAT) e altre realtà affini a questo sistema, che hanno messo a disposizione le aule telematiche per le lezioni in collegamento.


Ciò che è avvenuto dopo è un risultato straordinario, malgrado le difficoltà oggettive incontrate: due crisi di Governo e la presentazione della proposta in due differenti legislature, due terremoti e, come se non bastasse, l’evolversi di una pandemia iniziata all’indomani della data fissata dalla Commissione cultura del Senato per la discussione del disegno di legge.  

Non ci sono oggi università che escludano questo corso accademico, anzi. Gli atenei che hanno siglato le convenzioni con i Collegi Provinciali dei Geometri sono altamente qualificati. Basti pensare all’ultima – solo in ordine cronologico – iniziativa intrapresa dal Presidente Roberta Lecordetti di Parma con il nuovissimo diploma triennale “Costruzioni, Infrastrutture e Territorio” che si aggiunge all’anno accademico 2020/2021: da parte di ANVUR - l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca – il sito di studi emiliano viene accreditato nella fascia A e, secondo la classifica CENSIS 2019/2020 delle università italiane, occupa il terzo posto. Non da meno si profila l’estensione di questa sinergia, il fiore all’occhiello di una perseveranza che la Categoria ha dimostrato e che una esemplificazione grafica aggiornata - a corredo di questo articolo - attesta ampiamente (clicca QUI). 


“Ora l’obiettivo è ripartire, la didattica oltre l’emergenza – sostiene il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli - e in questo contesto la nostra proposta di riforma si allinea prontamente all’evoluzione velocissima che ha subìto la quotidianità, offrendo una risposta adeguata a ciò che il New York Times ha recentemente trattato come un vero e proprio boom: la digitalizzazione dei percorsi di istruzione e l’incremento esponenziale dell’insegnamento online dei MOOC (Massive Open Online Courses). La scommessa a questo punto – aggiunge - è andare avanti, reagire senza modificare il proprio ritmo di marcia rispetto alle condizioni generali che possono far apparire ancor più lontano un approdo legislativo finale. Un incedere senza esiti, benché in questo frangente sia oltretutto temuto un nuovo picco di abbandono degli studi da parte dei giovani”.  


“La resilienza è già parte delle capacità di questa Categoria, lo abbiamo rivelato in molte occasioni. A ciò si somma ora una consapevolezza aggiuntiva, che può connotare in modo vincente e in questa ulteriore fase il percorso delineato: abbiamo territorialmente generato l’ateneo ‘diffuso’, che si traduce nella possibilità concreta per ciascuno di non dover rinunciare alla propria crescita, siano questi ultimi i Geometri del domani o i nostri Colleghi. Il futuro si è rinnovato, con esso anche il sapere: noi ci siamo”.