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PNRR Manfredi: La laurea abilitante è più vicina
In attesa di una riforma giunta ormai all’ultimo miglio, il Consiglio Nazionale ha avviato un censimento sui titoli di studio rivolto a tutti gli iscritti all’albo: i dati raccolti consentiranno di valutarne l’impatto futuro sulla Categoria. Questionario online attivo fino al 31 maggio


Le risorse disponibili per l’Italia ammontano a 191,5 miliardi di euro, da ripartire nelle sei missioni in cui è articolato il PNRR: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Coesione e inclusione; Salute. 

A corollario, una serie di riforme che toccano vari ambiti: dalla pubblica amministrazione alla giustizia, dalla semplificazione normativa alla concorrenza, dal sistema di orientamento (segnatamente nella transizione scuola-università) a quella dei corsi accademici, con l’introduzione delle lauree abilitanti.

Un punto, quest’ultimo, ritenuto da più parti cruciale per dare slancio al PNRR: la proposta di “semplificazione delle procedure per l’abilitazione all’esercizio della professione” contenuta nella “Missione 4: Istruzione e ricerca”, ha l’obiettivo di ridurre i tempi di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, garantendo al sistema Paese un “serbatoio” di competenze di alto livello, ascrivibili a dimensioni strategiche quali la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale, la cura del territorio.

La ratio riformatrice del PNRR è sovrapponibile a quella del disegno di legge 2751 “Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti” proposto dall’ex Ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi, che prevede – in estrema sintesi - che il tirocinio pratico-valutativo sia svolto all'interno del percorso accademico, e che l’esame di abilitazione sostituisca la tesi di laurea.

La nostra Categoria sarà tra le prime destinatarie di questa riforma: nel novero delle classi di laurea alle quali si applicherà il nuovo modello di abilitazione figura, infatti, la LP01 “Professioni tecniche per l’edilizia e il territorio”, viatico (in base alle proposte del Governo) alla professione di geometra laureato. E, conseguentemente, sarà tra le prime alle quali si guarderà per misurarne l’impatto, soprattutto in termini di incremento del numero dei laureati e riduzione dei tempi di ingresso nel mondo del lavoro. 

Da queste considerazioni è scaturita l’iniziativa del Consiglio Nazionale di indagare il livello di istruzione attuale della Categoria, avviando un censimento sui titoli di studio; l’obiettivo è quello di creare una base dati utile alla formulazione di contributi metodologici da mettere a disposizione della governance di Categoria. L’indagine è rivolta a tutti gli iscritti all’albo, che possono parteciparvi attraverso la compilazione del questionario online (già inviato) e attivo sino al 31 maggio.

A quanti lo avessero già compilato, un sentito ringraziamento; a quanti ancora dovessero farlo, un appello alla collaborazione: più alto sarà il numero dei partecipanti, più la rilevazione sarà affidabile e realmente indicativa dello status di una Categoria dinamica e in evoluzione, anche sul fronte istruzione e formazione.