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La nuova (e possibile) governance di Categoria
Dopo aver segnato le tappe previste, mantiene la sua promessa. Fra i progetti speciali presentati al 45° congresso nazionale dei Geometri, #Geofactory, la piattaforma di idee per gli under 35” ha condotto i Giovani Geometri a delineare lo scenario futuro della professione e a collocarsi in un’ideale posizione di referenti per la Categoria. Oltre al coinvolgimento, la proposta rivela un altro aspetto fondante, assumendo i contorni di una scuola di alta formazione dirigenziale


I lavori della seconda giornata del 45° Congresso nazionale dei Geometri sono stati avviati dalla sessione dedicata a “#Geofactory, Laboratorio di idee under 35”, l’iniziativa promossa dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati Maurizio Savoncelli per favorire l’ascolto, il dialogo e il coinvolgimento delle nuove generazioni di professionisti, affinché ciascuno di loro possa sentirsi partecipe - con l’apporto di idee e riflessioni – nel delineare la linea del futuro di Categoria.
 
Fra gli interventi in scaletta, il primo è stato dell’ex centrocampista della Nazionale e attuale Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori (A.I.C.) Damiano Tommasi. A lui, noto per il suo impegno sociale, è stato affidato il compito di dare il senso e l’importanza di una trasformazione fondamentale: quando si passa da “gruppo di individui” a “gruppo di lavoro”. Un aspetto che ha permeato tutto l’insieme sviluppato dai protagonisti del progetto. L’introduzione dei tavoli tematici, invece, è stata affidata all’Under 35 Adriano de Marco, che ha sottolineato come questa occasione abbia – per la prima volta – dato la parola ai giovani in un’assise così rilevante, offrendo la possibilità ai 10 portavoce di poter illustrare le ipotesi di lavoro.
 
L’impegno profuso dai ragazzi è stato raccolto dai rappresentanti di Categoria, che hanno fatto parte del panel. Il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati Maurizio Savoncelli ha messo in evidenza che “nel nostro Paese nessuno si preoccupato di costruire il futuro: un trend che va invertito. Dal mio canto -ha aggiunto - uno degli obiettivi che mi sono posto è stato quello di porre in essere le condizioni necessarie, affinché questi ragazzi diventino la nuova governance della Categoria”. Alle sue parole, si è unito il commento del Presidente della Cassa Geometri Diego Buono, che ha sottolineato l’attenzione dell’organo previdenziale verso i giovani: “abbiamo messo in atto diverse forme di sostegno alla professione per gli Under 35 - ha spiegato - fra queste, per esempio, durante il praticantato e nei primi cinque anni dall’iscrizione applichiamo soltanto un quarto del contributo soggettivo. Non solo, sono state studiate anche misure per incentivare la formazione: i giovani professionisti possono fare corsi di aggiornamento obbligatorio e ottenere da Cassa Geometri il riconoscimento del 50% del costo totale. Tra l’altro – ha concluso - stiamo lavorando anche a una proposta che vede protagonisti gli iscritti senior, ai quali sarà data la possibilità di ‘adottare’ dei geometri junior: una opportunità con vantaggi reciproci”.
 
Coordinatore del progetto, il Consigliere CNGeGL Luca Bini ha ringraziato “i ragazzi che hanno unito passione e volontà in questi mesi di lavoro. Mi emoziona ascoltarli – ha detto - stanno dando il massimo. In termini generali posso aggiungere che la tecnologia è e sarà sempre più fondamentale per la professione del Geometra. Per questo, abbiamo voluto lanciare #Geofactory: i ragazzi di oggi sono i professionisti più idonei ad applicarla”.
 
La presentazione della sessione e la moderazione degli interventi sono state affidate alla giornalista Costanza Calabrese.
 
LA PIATTAFORMA DI IDEE
Non è stato semplice, ma neppure impossibile. Le attività organizzative - da tempo programmate - sono entrate nel vivo in occasione dell’OST (Open Space Technology): all’incontro - coordinato dallo specialista Paolo Martinez e dal team dei facilitatori dedicati – si è generato un coinvolgimento contagioso. Un entusiasmo che si è percepito fin dai primi momenti, quando sono stati proprio i Giovani Geometri a lanciare gli argomenti da trattare nei tavoli: temi cruciali per la crescita economica, sociale e culturale della Categoria nel prossimo decennio.
 
Il confronto di idee tra giovani professionisti - oltre 400 che si sono alternati nelle prime due tappe del progetto e provenienti da ogni regione del nostro Paese - ha permesso di strutturare l’auspicata piattaforma di proposte. Un contributo di idee che, evidenziando opportunità e criticità, potrà favorire la crescita della Categoria soprattutto negli ambiti più innovativi, altamente sfidanti e competitivi. Non solo: è divenuto il manifesto che i Giovani Geometri hanno presentato al 45° Congresso Nazionale dei Geometri.
 
Con tre minuti di tempo a disposizione, ciascuno dei portavoce dei tavoli tematici ha raccontato la sua esperienza e sintetizzato le proposte, le idee e gli spunti. Ecco le presentazioni abbinate ai nominativi.  
 
Tavolo 1: Vincenzo Semeraro. Il primo tavolo era dedicato al tema “Una formazione di qualità”. La discussione è partita dall’importanza della specializzazione per immettersi con successo nel sempre più difficile scenario di mercato, così da sfruttare davvero uno degli aspetti più attrattivi del percorso di geometra: cioè la possibilità di essere liberi professionisti economicamente indipendenti a 22 anni. A tale proposito, i partecipanti al tavolo hanno sottolineato da una parte, l’importanza di erogare formazione all’interno di una GeoAcademy nazionale e, dall’altra hanno avanzato la proposta di istituire - all’interno dei Collegi territoriali - la presenza di risorse che possano formare gli iscritti con corsi di qualità, orientati a un modello formativo UNIco e all’acquisizione di conoscenze pratiche. Una proposta che vuole – a detta dei sostenitori — ‘alzare veramente l’asticella’. Altri due suggerimenti utili sono: dare visibilità ufficialmente, attraverso il canale dei Collegi, ai curricula di chi si sia impegnato in questo percorso e promuovere una collaborazione virtuosa fra i geometri over 65 e i giovani che muovono i primi passi nella professione.
 
Tavolo 2: Vincenzo Carfora. Il tema del secondo tavolo era “Rivoluzione digitale e professione”. Qui, una prima idea scaturita dalla discussione, è stata quella di creare una piattaforma digitale — accessibile sia ai clienti, sia ai professionisti in rete — in cui sia possibile trovare l’elenco dei professionisti e delle loro specializzazioni (attestate dal CNGeGL), con l’obbiettivo di garantire il rapporto fra professionista e cliente, dal momento di avvio della commessa fino a chiusura lavori. In secondo luogo, dal tavolo è nata la proposta di una digitalizzazione degli archivi della pubblica amministrazione, così da abbreviare i tempi ai professionisti e, dunque, abbatterne anche i relativi costi di produzione. Terza proposta avanzata: la creazione di un’app per la banca dati per le perizie estimative. Infine, al tavolo si è anche discussa l’opportunità di un curriculum digitale per ogni geometra, improntato su punti fondamentali come la regolarità contributiva, le certificazioni, il livello di competenze, sempre su standard definiti dal Consiglio Nazionale.
 
Tavolo 3: Fabio Della Rocca. La “Professione oltre i confini: new business e internazionalizzazione” era il tema al centro del terzo tavolo. La proposta, in questo caso, è stata la creazione di un Global Network Surveyor (GNS), cioè di una piattaforma capace di offrire informazione, formazione nonché ricerca di commesse internazionali per tutte le nuove leve che muovano i primi passi della loro professione al di fuori dei confini nazionali. La discussione è stata anche l’occasione di sottolineare l’opportunità di lavorare a un riposizionamento della figura del geometra in ambito internazionale — obiettivo per cui pare assolutamente necessaria l’acquisizione di un percorso universitario di 3 anni in cui siano previsti stage internazionali.
 
Tavolo 4: Marco Calvucci. “Competenze trasversali” era il titolo del quarto tavolo, dove si è riflettuto sulla necessità di sviluppare questo tipo competenze multidisciplinari e non solo tecniche per contribuire al successo della figura del geometra. La proposta a questo fine è stata quella di formare e sviluppare tali competenze, inserendo una quota di crediti specifici nel percorso formativo. Si è in particolar modo sottolineata l’importanza di dare rilievo a questo aspetto nel rebranding della categoria, nonché per inserirsi con una posizione forte nelle nuove situazioni lavorative (in primis il networking con altre figure professionali) e, ultimo ma non ultimo, per offrire al cliente un servizio a 360 gradi.
 
Tavolo 5: Sebastian Vasile. Il quinto tavolo, dedicato a “Multidisciplinarietà, networking e nuovi modelli organizzativi”, ha sottolineato l’importanza di lavorare alla comunicazione della figura del geometra presso il grande pubblico. In particolare, è stata messa in luce la necessità di mettere l’accento sulla capacità del geometra di collaborare con le altre professioni, rivendicando il ruolo di frontmen nel dialogo fra esse. Naturale conseguenza di questa idea è stata la proposta di creare una piattaforma dove essere trovati dal cittadino e trovarsi tra colleghi in base alle competenze. Parallelamente si è insistito sulla necessità di investire in campagne mediatiche capaci di comunicare su più livelli l’importanza del ruolo del geometra nel lavoro e nella società.
 
Tavolo 6: Elena Vacchini. Dal tavolo dedicato a “Tecnologie open per le costruzioni” sono emerse invece quattro proposte. Innanzitutto la creazione di due diverse piattaforme online con carattere di forum e dotate di un carattere di ufficialità garantito dal CNGeGL. La prima, denominata Geo-Work, dovrebbe ospitare la discussione a 360 gradi sulla professione — opportunità, novità, problemi. Come funzione aggiuntiva, avrebbe anche il compito di essere un albo nazionale della professione, in modo da facilitare scambi di idee anche rispetto alle varie specializzazioni. La seconda, denominata Geo-Materials, sarebbe invece una specie di social network dedicato ai materiali e alle tecnologie per le costruzioni: un luogo, cioè, dove postare fotografie e testimonianze e schede tecniche che possano risultare utili ai colleghi impegnati nel settore edilizio. La terza proposta, denominata Geo-Book, consisterebbe invece in una specie di libretto online dell’edificio, consultabile con sezione privata e pubblica e servirebbe a facilitare l’accesso alle informazioni relative ai singoli immobili e fabbricati. Infine Geo-Access sarebbe una piattaforma univoca dove fare richiesta digitale della documentazione secondo una procedura standardizzata, così da facilitare le complesse procedure di accesso agli atti con gli enti.
 
Tavolo 7: Massimo Poggi. Il settimo tavolo si è occupato di “Orientamento scolastico e alternanza scuola-lavoro”. In questo caso, il punto di partenza non poteva che essere la diminuzione delle iscrizioni all’Istituto Tecnico, settore Tecnologico, indirizzo CAT – Costruzioni, Ambiente e Territorio. Il punto è quello di invertire il trend, affascinando i giovani con una serie di iniziative: sfruttare meglio le potenzialità e il fascino delle nuove tecnologie che verranno utilizzate nella professione (per esempio, i droni); potenziare il già ottimo progetto “Georentiamoci, una rotta per l’orientamento” e, in particolare, I laboratori didattici BaM; migliorare il lavoro sulla comunicazione, magari pensando (oltre alle forme tradizionali) persino a una serie televisiva che veda come protagonista un geometra — o una geometra; sfruttare meglio le potenzialità delle attività di alternanza scuola/lavoro, formando nel migliore dei modi i geometri che le porteranno avanti e preparando linee guida su base nazionale e garantire la qualità di chi viene coinvolto.
 
Tavolo 8: Marco Giovannelli. “Equo compenso e nuovi modelli di welfare” è stato il tema al centro del dibattito dell’ottavo tavolo. La via per risolvere tale importante criticità è parsa quella di reintrodurre le tariffe minime di prestazione, non togliendo il libero mercato ma limitandolo. A questo fine è parsa necessaria l’introduzione di alcune linee guida di vigilanza e controllo cui la Pubblica Amministrazione dovrà attenersi, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Allo stesso modo, si dovrà garantire la qualità della prestazione offerta, che dovrà essere commisurata a standard definiti da CNGeGL, parametrata e certificata con metodologie certe e anch’esse omogenee su tutto il territorio. Per quanto riguarda il welfare la proposta è quella di portare da 5 a 10 gli anni di contribuzione ridotta alla Cassa ad inizio carriera.
 
Tavolo 9: Mauro Meloni. Il nono tavolo ha invece discusso di “Ecosistema geometri: committenza, interlocuzione, stakeholder”. Anche su questo tema è parsa utile da una parte la creazione di una piattaforma digitale con consigli utili a beneficio di una committenza sempre più esigente, dall’altra garantire ai rappresentanti di categoria una formazione sempre più specifica, approfondita e continuamente aggiornata, che metta al suo centro soprattutto il tema dello sviluppo sostenibile e dell’economia green.
 
Tavolo 10: Marica Vanini e Catia Venturini. Il decimo tavolo, infine, era incentrato su “Professione e questione di genere: le donne geometra”. Le problematiche affrontate da una donna che voglia affrontare questa categoria sono infatti specifiche e non certo trascurabile, al punto da fare pensare alla necessità di introdurre, nei vari Collegi, una figura di supporto specifica. Tali difficoltà inevitabilmente aumentano quando subentra la maternità. Da qui le ulteriori proposte: corresponsione dell’indennità di maternità entro trenta giorni dalla nascita e dell’indennità di maternità in percentuale fino al primo anno del figlio; agevolazioni su visite mediche specialistiche — per la madre e per il figlio — fino al compimento del sesto anno di età; buoni sconto su beni di prima necessità in alcune catene di negozi. Inoltre, si rende necessaria la creazione di una comunicazione dedicata che sia chiara e accessibile e permetta a ogni donna geometra di essere informata su tutti questi aspetti.
 
IL METODO OST (Open Space Technology)
Ideato da Harrison Owen, pioniere dell’Open Space Technology, è l’approccio metodologico selezionato per “#Geofactory, Laboratorio di idee under 35”. Si tratta di una soluzione sperimentata da oltre un ventennio in diversi Paesi del mondo, per avviare uno spazio di discussione in cui i partecipanti sono liberi di prendere parte ai lavori in piena autonomia, decidendo quanto e come contribuire alla riflessione. Uno strumento ideale per raggiungere l’obiettivo fissato: generare meeting dai risultati particolarmente ispirati e produttivi.
 
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