Questo sito utilizza esclusivamente cookie tecnici (propri o di altri siti) che non raccolgono dati di profilazione durante la navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie Clicca qui

Ok
Con il decreto "dignità" per i professionisti torna di nuovo l'incasso dell'IVA
La norma del decreto "dignità", approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 2 luglio, stabilisce l'abolizione dello split payment dalle prestazioni di servizi nei confronti delle pubbliche amministrazioni per i compensi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di acconto, o a titolo di imposta

Nell'intervento di scissione dei pagamenti, l'utima categoria rimasta 'colpita' dal meccanismo fiscale era stata proprio quella dei professionisti, che ora viene ascoltata dai media. 

"L’articolo 11 del decreto “dignità” ristabilisce un principio di equità - dichiara il Segretario CNGeGL Ezio Piantedosi a "Edilizia e Territorio de Il Sole 24 Ore - gli onorari per le prestazioni dei servizi già assoggettati a ritenute alla fonte non possono essere gravati da un’ulteriore anticipazione di imposta. E’ pur vero che, per la maggior parte dei professionisti, il vantaggio si riduce in una disponibilità immediata spesso compensata in sede di liquidazione dell’IVA; a ciò si aggiunge la farraginosità delle procedure di rimborso, che aveva reso ancora più vessatoria la norma abrogata. Ciononostante, in una crisi economica che ha intaccato fortemente i redditi dei professionisti - conclude il Segretario CNGeGL  Ezio Piantedosi - anche una misura di impatto relativamente incisivo viene accolta sicuramente in modo positivo".

Sul tema è intervenuta anche la Rete Professioni Tecniche che ha ugualmente commentato positivamente l’approvazione del cosiddetto decreto "dignità”, pur tornando a porre la questione della sussidiarietà. “Esprimiamo soddisfazione – afferma la Rete Professioni Tecniche – per le misure messe in atto dal Governo in tema di semplificazione fiscale. In particolare, giudichiamo positivamente l’abolizione dello split payment, uno strumento che da subito si è configurato come l’ennesimo aggravio per i professionisti. Creava loro, infatti, un enorme problema di liquidità in un momento storico in cui, come testimoniano tutti gli studi, la crisi dei redditi continua a mordere”.

“Al tempo stesso ci auguriamo – prosegue la RPT – che il Governo metta le mani al più presto anche ad altri provvedimenti che stanno molto a cuore ai professionisti italiani. Come ad esempio alcune deleghe contenute nella legge 81/2017, scadute a metà giugno. Ci riferiamo, in particolare, a quella relativa all’applicazione del principio di sussidiarietà dei professionisti nei confronti della P.A. Il Jobs Act prevedeva quattro deleghe rimaste solo sulla carta. In particolare quella che stabiliva la possibilità per le professioni organizzate in ordini e collegi di certificare atti pubblici, in relazione al carattere di terzietà delle stesse. Altra importante delega è quella che metteva in condizione gli enti previdenziali dei professionisti di rafforzare le misure di sicurezza nei confronti degli iscritti che erano andati incontro ad un significativo calo di fatturato causato da ragioni di mercato o da gravi motivi di salute. Su questi temi chiediamo al Governo di intervenire al più presto”.

QUI l'articolo di Edilizia e Territorio de Il Sole 24 Ore
QUI il comunicato stampa RPT