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La parola d’ordine è condivisione
Nell’intervista odierna rilasciata al quotidiano economico finanziario “Italia Oggi”, il Presidente Maurizio Savoncelli spiega come Consiglio Nazionale e Cassa Geometri abbiano saputo delineare uno scenario di mercato sulle opportunità professionali, al fine di mettere a disposizione della dirigenza di Categoria e degli iscritti una chiara visione d’insieme per essere competitivi. La cornice che ha accolto questa iniziativa è stata la recente convention “Valore Geometra”


Presidente Maurizio Savoncelli, entriamo nel dettaglio delle opportunità di lavoro: il primo ambito riguarda la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e del demanio marittimo.
La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico può ricevere slancio da un maggiore ricorso al principio della sussidiarietà orizzontale, che consente al geometra libero professionista di offrire una serie di servizi che la pubblica amministrazione locale fatica ad erogare alla cittadinanza. Ricordo come tale principio, sancito dall’articolo 18 della Costituzione, consente allo Stato di delegare ai professionisti (legittimati dall’appartenenza agli Ordini) le funzioni amministrative, riservandosi quelle di programmazione e controllo.
 
Le esperienze in tal senso non mancano: sono tanti i progetti realizzati dai Collegi territoriali in collaborazione con i Comuni e con i geometri professionisti, una sinergia pubblico-privato che ha contribuito al miglioramento delle realtà locali, fortemente sostenuta dal Consiglio Nazionale e dalla Cassa Geometri. Analogamente per la valorizzazione del patrimonio demaniale: le azioni previste dalla Direttiva Bolkestein relativamente all’affidamento concorrenziale delle concessioni demaniali marittime reca con sé la necessità dei Comuni di avviare un’attività di censimento estesa e capillare, per poi procedere con quella catastale. Sarà importante mettere a punto una serie di interventi finalizzati a proporre la partnership con la Categoria, partendo da un duplice asset: la riconosciuta capacità di dialogare con le amministrazioni locali e di proporre soluzioni efficaci di sinergia pubblico/privato, anche attraverso la formulazione di convenzioni ad hoc; la capacità del geometra di rispondere appieno allo status richiesto per l’assolvimento degli incarichi, essendo il profilo di riferimento per ciò che concerne le attività catastali.
 
Passiamo al secondo ambito, quello relativo all’edilizia di culto.
Anche in questo caso partiamo da una valutazione di contesto contingente e, a nostro avviso, praticabile: lo scorso 6 novembre una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha stabilito che lo Stato italiano deve recuperare l’ICI non pagata da istituti ed enti religiosi per il periodo che va dal 2006 al 2011, ma solo su immobili destinati a uso commerciale: dal perimetro del fisco sono escluse chiese, conventi, oratori, mense sociali, istituti assistenziali e tutte le attività no profit, mentre vi rientrano alberghi, negozi, cliniche, strutture ricreative e culturali (incluse le scuole), anche se di proprietà della Chiesa. Evidente, quindi, l’importanza della corretta identificazione della destinazione d’uso e della categoria catastale, finalizzata a definire la spettanza dell’esenzione o meno. A ciò si aggiunge una seconda considerazione: l’impennata, rispetto al passato, del numero degli interventi di manutenzione straordinaria sugli immobili religiosi recenti (meno di 70 anni) che si sono resi necessari nel corso dell’ultimo anno. Da qui, l’impegno a sviluppare ipotesi di lavoro finalizzate a rendere strutturale l’interlocuzione con la governance ecclesiastica.
 
Infine, l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Qui i presupposti operativi sono due: il primo è di carattere legislativo, con riferimento alla Legge n. 13/1989 che identifica le “disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”, comprendendo anche gli edifici residenziali pubblici, di nuova costruzione o da ristrutturare; il secondo riguarda il rifinanziamento del Fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati tramite il decreto interministeriale del 27/2/2018: il contributo a disposizione è pari a circa 180 milioni di euro, che potranno essere assegnati fino al 2020. L’impegno del Consiglio Nazionale per la definizione di un modello di interlocuzione strutturata con tutti i soggetti coinvolti nei progetti inerenti tanto l’edilizia privata quanto i luoghi di lavoro (ANCI, Comuni, Camere di Commercio, INAIL, PMI, MIUR, istituti tecnici CAT e, naturalmente, i Collegi provinciali) rientra nel grande sforzo compiuto dalla Categoria per rendere evidente come ogni discussione in merito al superamento delle barriere architettoniche debba essere inserita all’interno del più ampio processo di rigenerazione urbana e nel novero di una progettazione strutturale capace di riorganizzare lo spazio urbano ed extraurbano secondo i parametri total quality e universal design.
 
Così configurato, “Valore Geometra” è stato un’occasione di formazione, di confronto interno sulle possibilità che offre il mercato e sulle potenzialità che la professione può esprimere. E poi? Che tipo di supporto il Consiglio Nazionale intende fornire ai Collegi provinciali per garantire la replicabilità dei progetti sul territorio?
Ci muoveremo in tre direzioni, in maniera strutturata e secondo un programma già definito e standardizzato: garantiremo ai Consigli direttivi materiali e sessioni informative finalizzate ad aumentare la consapevolezza del valore e delle potenzialità dello strumento “convenzione”; implementeremo le attività di formazione e tutoraggio ad hoc; supporteremo i Collegi nelle azioni di coinvolgimento degli iscritti con cariche istituzionali negli organismi di governo e, più in generale, con gli stakeholder di progetto, anche attraverso la formulazione di format di comunicazione, da declinare su ciascun territorio. In sintesi: al lavoro per il lavoro.
 
QUI per approfondire l’articolo di “Italia Oggi”