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La ricerca del particolare
Un fitto e gran da fare ha sempre caratterizzato le attività dei Collegi dei Geometri, compreso quello di Torino. Eppure in queste settimane sembra esserci un numero ricorrente nel capoluogo piemontese: è il due. Allo scoccare del secondo anno di mandato, una duplice progettualità segna la propositività dell’organo di categoria condotto da Luisa Roccia



Una prima proposta ha avuto un eco mediatico immediato, coinvolge i giovani geometri e colma un gap dell’amministrazione locale, con piena soddisfazione dello stesso ente pubblico. Al centro l’annoso divario fra la disponibilità digitale anziché cartacea degli atti catastali e dei documenti utili alle pratiche edilizie, ben sapendo che la prima consente ai dipendenti comunali di rispondere tempestivamente alle richieste dei liberi professionisti e dei proprietari di immobili, mentre la seconda – in tempi di smartworking – limita fortemente l’operatività di questi ultimi, entrambi messi in moto dalle incentivazioni statali come il Superbonus 110%. 

Ecco il quadro generale in cui il Collegio dei Geometri di Torino propone la convenzione per avvalersi di praticanti durante il periodo di tirocinio semestrale. L’intesa recentemente sottoscritta con la Provincia e la Città di Torino, sostenuta dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, giunge nel momento più adatto per affiancare le nuove risorse in campo ai responsabili dell’Archivio Edilizio del capoluogo piemontese. I primi tre giovani che hanno iniziato si occuperanno dell’esame, del riordino e della digitalizzazione del materiale, consentendo di fatto l’anelato accesso alle documentazioni da parte della collettività. “Si tratta di un compito che rappresenta un importantissimo servizio e una grande opportunità di formazione - spiega Luisa Roccia, sottolineando - l’approfondimento degli incartamenti in abbinamento con i tecnici comunali, al netto dei ruoli operativi”.

La seconda proposta riguarda, invece, la sicurezza sul lavoro e scioglie alcuni nodi di una materia che prima d’ora non era stata trattata così ampiamente nel campo cinematografico. Svolge così un perfetto ingresso a gamba tesa il “Corso assistenza e difesa per l’opera cinematografica” perfezionato per la Torino Film Industry dalla Fondazione Geometri di Torino, in collaborazione con il cittadino Ordine degli Avvocati. 
“I professionisti della sicurezza si sentono spesso come in un film d’azione – è il racconto ‘dietro le quinte’ che confida Luisa Roccia - l’insieme degli imprevisti e dei repentini cambi di scenari è tale da doverci spesso calare in un eroe d’azione, come Rambo. Fortunatamente per noi - aggiunge – lungamente abituati a tenere i piedi ben saldi a terra, in questo ambito professionale sappiamo che si adotta il Testo Unico sulla Sicurezza. All’inizio un po' ci siamo interrogati: siamo ‘sicuri’ che il cinema sia escluso dalla nostra professione?” 

“In men che si dica, rispondere è stato semplice poiché il campo di applicazione del D.Lgs. 81/2008 non lascia dubbi: si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio - – conferma – Luisa Roccia - nonché a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative”.


Alla domanda, se nel novero delle figure interessate rientrassero anche gli stuntman, le comparse, gli allestitori, i cameramen, le truccatrici, non è mancata una risposta centrata. “Non vi sono dubbi – precisa Luisa Roccia - si tratta di persone che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolgono un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari”.


Ma tornando ai numeri dell’incipit, nella vita professionale di Luisa Roccia il 2018 è stato l’anno del numero uno, quando è divenuta la prima donna eletta alla guida di un Collegio istituito dal 1945. A segnare la storia dopo 73 anni, un cambio di passo al femminile. Se fosse difficile affermarsi in un comparto economico, come quello della filiera delle costruzioni composto prevalentemente da uomini, non lo chiediamo nemmeno a Luisa Roccia: non avrebbe scelto di essere una geometra libera professionista e nemmeno sarebbe scesa in campo per le elezioni del suo Collegio.

Cosa è stato, dunque, a determinare una ricerca così particolare? “La convinzione di poter mettere le nostre competenze al centro di ogni ambito professionale e al servizio della categoria, una sfida quest’ultima - asserisce Luisa Roccia – che ho subito riportato anche nell’impegno per il progetto #accettolasfida, libera professionista”. Lo conferma la sua adesione all’iniziativa del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, come una delle cinque coordinatrici (le altre sono Giuseppina Bruzzese, Tiziana Marrazzo, Paola Passeri e Alessia Zaupa). 


“Ampliare la partecipazione di genere sono certa – assicura Luisa Roccia – potrà consentire alle nostre giovani colleghe di offrire il loro contributo alla nostra professione. Non solo, questo aspetto avrà un ulteriore risvolto fattivo: finalmente le ragazze potranno identificarsi maggiormente in questa figura tecnica che nell’affermazione del proprio sapere miscela abilmente competenze di grande rilevanza come, per fare alcuni esempi, la conoscenza dei sistemi digitali e matematici, la tutela dell’ambiente e la salubrità dell’edilizia. Il risultato finale sarà un positivo aggiornamento della nostra immagine, che meglio rispecchierà quello della nostra società”.