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Lavori in casa, casi in bilico tra diverse autorizzazioni

In un approfondimento tematico de Il Sole 24 Ore il Consigliere CNGeGL Cesare Galbiati interviene sulle diverse interpretazioni del Testo unico in materia di edilizia (Dpr n. 380/2001 trasposte nei regolamenti locali dei Comuni


Intervistato dal quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore, il Consigliere CNGeGL Cesare Galbiati interviene per commentare i dubbi di cittadini e uffici tecnici comunali sulle diverse interpretazioni del Testo unico in materia di edilizia (Dpr n. 380/2001) trasposte nei regolamenti locali dei Comuni.

La situazione attuale prevede infatti che le richieste di autorizzazioni per i lavori in casa (dalla modifica di una scala di collegamento interna alla demolizione e ricostruzione di un fabbricato, passando per l'ampliamento di un box auto) possano differire da Comune a Comune e anche nei singoli Municipi delle grandi città: in alcuni casi bastano semplici comunicazioni di inizio lavori asseverata (Cila) mentre in altri viene richiesta la segnalazione certificata di inizio attività (Scia).

Anche se lo scenario risulta ancora poco omogeneo il Consigliere CNGeGL Galbiati chiarisce: “C’è da segnalare che dopo il Dlgs 222 del 2016, il cosiddetto 'Scia 2', si sono sicuramente ridotte le chiavi di lettura diversificate".

Tra le novità normative affrontate dal Consigliere Galbiati c'è anche il Glossario delle principali opere edilizie (QUI il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale), in vigore dal 22 aprile scorso e nato per elencare i lavori in casa attuabili senza permesso (QUI la news).
"Ci sono interpretazioni che il recente documento per l’edilizia libera ha già risolto - conclude Galbiati - Restano, però, ancora alcune questioni aperte a dimostrazione dell’utilità del lavoro svolto finora e della necessità di completamento dei glossari ".


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