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Le lauree triennali professionalizzanti e il progetto "Laurea del Geometra"
A seguito dell’avvio delle lauree triennali professionalizzanti da parte del MIUR, la collaborazione dei Collegi Provinciali dei Geometri diviene un elemento fondamentale per portare a compimento un percorso autenticamente focalizzato sulla professione e a completo beneficio delle future generazioni chiamate a decidere del proprio futuro. In una apposita circolare inviata a tutti i Presidenti di Collegio Provinciali, il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli ha voluto delineare - in un’ampia visione di contesto – quali opportunità e prospettive si presentano alla Categoria, rivolgendo al tempo stesso un incoraggiamento a coloro che possono divenire protagonisti del cambiamento e un plauso per chi ha iniziato a intraprendere una scelta determinante   



Cari Presidenti, 

nell’anno accademico 2018/2019 prenderanno l’avvio i corsi di laurea triennali professionalizzanti previsti dal Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli; il relativo decreto n. 935/2017 prevede, tra l’altro, la possibilità di convenzioni tra Ordini e Collegi professionali e Università (articolo 8, comma 2).

Un traguardo al quale il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati ha sempre guardato con favore visti i molteplici punti di contatto con il progetto “Laurea del Geometra”: non a caso molti dei suoi aspetti qualificanti sono stati ripresi nel documento d’indirizzo per la formazione terziaria elaborato dalla “Cabina di regia nazionale per il coordinamento del sistema di istruzione tecnica superiore e delle lauree professionalizzanti”, ravvisabili nei passaggi in cui si fa riferimento alla previsione del titolo abilitante. 

Sino ad allora, il nostro impegno sarà quello di consolidare il dialogo tra soggetti storicamente distanti tra loro -  scuola, università, professioni, ambiti ministeriali e politici – nonché  uniformare e mettere a sistema le iniziative già presenti sul territorio e quelle di nuova attivazione:

- i corsi di laurea triennale “Costruzioni e Gestione del Territorio” in classe L7 (Ingegneria Civile e Ambientale)  attivati  a Lodi, Mantova, Reggio Emilia e Rimini con gli atenei di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) e della Repubblica di San Marino;

- i Poli tecnologici di Grosseto, La Spezia, Olbia, Siena e Torino, in collaborazione con L'Università Telematica Internazionale Uninettuno;

- le prime 5 lauree professionalizzanti ispirate al decreto Fedeli, attivate presso le Università di Campania, Padova, Udine, il Politecnico di Bari e quello delle Marche. 

 
Per ciò che concerne le convenzioni a venire, ai Collegi impegnati nella definizione dei nuovi percorsi accademici (Foggia e Lecce in itinere) raccomando caldamente di prevedere piani di studio con “curriculum caratterizzante”, ossia focalizzato su insegnamenti di base e professionalizzanti che sono propri della nostra professione, pertanto non condivisibili con profili limitrofi come l’architetto o l’ingegnere. A tal fine, invito tutti al  confronto propedeutico con il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati nelle fasi di definizione  delle linee-guida dei tirocini di formazione e orientamento curriculare e, soprattutto, di individuazione dei relativi ambiti disciplinari. 

Le rassicurazioni bipartisan sul proseguo dell’iter parlamentare con la nuova legislatura e la crescente disponibilità delle Università ad essere partner del progetto “Laurea del Geometra” sono segnali positivi che ci incoraggiano ad avanti. 

A ciò si aggiunga l’ammissione di 7 istituti tecnici CAT (di Ferrara, Jesi, Grosseto, Bergamo, Campobasso, Trapani e Firenze) alla sperimentazione dei percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado del MIUR, che spostano il focus su una problematica individuata dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Nazionali sin dall’avvio di mandato, e che in parte spiega la determinazione con la quale si persegue l’obiettivo della “Laurea del Geometra”.  

Qualora l’Italia dovesse adottare in via definitiva quella che oggi è una sperimentazione, l’assenza di un percorso accademico ad hoc penalizzerebbe oltremodo la Categoria, che rimarrebbe “confinata” in un percorso quadriennale di istruzione scolastica di secondo grado + 18 mesi di tirocinio. Davvero troppo poco per acquisire le conoscenze e le abilità necessarie per inserirsi in un mercato del lavoro che richiede competenze sempre più elevate: il rischio – più che concreto – sarebbe rimanere ai margini.

Nessuna esitazione, quindi, a scegliere una strada diversa: mandare a regime la riforma del percorso di accesso significa consentire ai giovani che vogliono intraprendere la professione di geometra di conseguire la relativa laurea a soli 21 anni, e di inserirsi nel mondo del lavoro con il necessario bagaglio di competenze.  

La vostra collaborazione è fondamentale per portare a compimento un percorso autenticamente focalizzato sulla professione, omogeneo e riconoscibile sull’intero territorio nazionale, a beneficio dei ragazzi chiamati a decidere del proprio futuro; ai Collegi già impegnati nella realizzazione dei “nostri” percorsi accademici professionalizzanti vanno i complimenti per l’ottimo lavoro svolto sinora; agli altri un incoraggiamento a divenire, anch’essi, protagonisti del cambiamento.   

A tutti buon lavoro.

Maurizio Savoncelli


QUI la circolare