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"Linee Strategiche di Mandato 2013 - 2018"

Un resoconto che riassume in modo schematico e, al tempo stesso, esaustivo l'operato di una intera consiliatura. Questa la nuova pubblicazione del Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli denominata "Linee Strategiche di Mandato 2013 - 2018" presentata nell'odierna Assemblea dei Presidenti. Un documento che induce a una riflessione di ampio respiro e a una importante conclusione: "Per dialogare con il futuro, sarà indispensabile utilizzare il linguaggio della tradizione"


Cari Colleghi,


il mandato 2013-2018 è prossimo alla scadenza: il report che vi accingete a leggere ha la funzione di riepilogare le azioni  avviate e tuttora in corso, una road map in continuo aggiornamento che illustra in maniera sintetica ed efficace le linee strategiche del nostro operato.

In questa narrazione trovano spazio gli ambiti ai quali il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati ha ritenuto opportuno riservare una “corsia preferenziale” -  Istruzione scolastica e universitaria, Formazione professionale continua, Attività istituzionali, Lavoro, Governance, Comunicazione, Responsabilità sociale -  unitamente ai risultati ottenuti, siano essi numeri e percentuali che disegnano grafici e linee di tendenza, o asset intangibili – primo fra tutti la reputazione – sempre più apprezzati e “misurati” dagli stakeholder.

Di questo corpus informativo è possibile dare sia un’interpretazione lineare, mettendo in correlazione i singoli scenari di riferimento, le relative azioni strategiche e i risultati conseguiti, sia un’interpretazione trasversale, finalizzata a codificare il senso, la visione e le prospettive future dell’agire nel suo complesso. 

Vi è, infatti, un comune denominatore delle iniziative, dei progetti e delle idee maturate in seno al Consiglio Nazionale in questi cinque anni di lavoro intenso e straordinario, ed è la determinazione a restituire centralità alla professionalità del geometra nel confronto istituzionale e sul territorio, al fianco dei cittadini e nell’interlocuzione con la pubblica amministrazione. Un riposizionamento evidentemente non fine a se stesso, ma propedeutico alla creazione di nuove opportunità in un mercato del lavoro in continua evoluzione, sempre più competitivo e reduce da decennio di profonda crisi economica. 

Interpretando con serietà e autentico spirito di servizio il ruolo di “corpo intermedio” – un ruolo rivendicato, difeso e infine rilanciato anche grazie alla nomina del sottoscritto a Consigliere del CNEL in rappresentanza dei liberi professionisti – abbiamo contribuito ad assegnare concretezza all’equo compenso, una misura di giustizia che restituisce dignità ai professionisti, che tutela il lavoro degli iscritti agli albi che svolgono una libera professione intellettuale, che delinea un quadro giuridico capace di assegnare maggiori sicurezze ai giovani, economicamente più fragili e quindi più esposti al rischio mercimonio. 

E ancora: abbiamo lavorato in favore di un ampliamento delle tutele degli Autonomi sostenendo l’approvazione del  Jobs Act; consentito l’accesso dei professionisti ai fondi strutturali europei; stimolato la riflessione pubblica sui benefici che potrebbero derivare dalla piena affermazione del principio di sussidiarietà. 

Soprattutto, ci siamo impegnati nella difesa degli interessi legittimi della Categoria promuovendo, all’interno della Rete delle Professioni Tecniche e segnatamente con gli ordini nazionali degli ingegneri e degli architetti, una riflessione seria e non oltranzista sul tema delle competenze. Ci siamo dotati, in particolare, di una serie di strumenti scientifici che hanno consentito di essere più precisi rispetto al passato nel rendere evidente il perimetro degli ambiti di intervento (prova ne sia la sostanziale diminuzione del numero di contenziosi registrato negli ultimi anni), e di porre le basi per identificare con chiarezza le competenze specifiche del geometra, quelle che lo caratterizzano – e lo distinguono – dai profili limitrofi.

Investire nelle competenze significa assicurare “il” futuro alla Categoria; renderle immediatamente riconoscibili e identificabili è il primo passo per valorizzarle anche da un punto di vista economico. Ciò appare tanto più strategico quanto più diventa evidente l’impatto che avrà il digitale sul futuro dell’occupazione e sulle professioni: uno scenario non da “fine del lavoro” ma da “lavoro a complessità crescente”, che reca con sé la necessità di coltivare saperi diffusi e multidisciplinari; di stabilire correlazioni dirette tra abilità, conoscenze e competenze; di coniugare non solo “sapere” e “saper fare”, ma anche “sapere” e “saper pensare”. 

La sfida da raccogliere per essere competitivi in un mondo del lavoro che cambia è fin troppo chiara:  comprendere la logica del digitale e integrarla con le competenze di base e specialistiche che sono proprie della professione di geometra. 

Lungo questa via, non esiste alternativa ad una riforma radicale del sistema educativo italiano che vada nella direzione di una rivalutazione dell’istruzione tecnica - scolastica e universitaria - e nella definizione di percorsi formativi realmente ispirati al paradigma life long learning, il cui obiettivo è “sincronizzare” (e non semplicemente allineare) tutte le esperienze di studio e lavoro che ogni persona compie nella vita. 

Questa sfida noi l’abbiamo raccolta: il progetto di riforma del percorso di accesso (oggi disegno di legge “Disciplina della professione di geometra e norme per l'adeguamento delle disposizioni concernenti le relative competenze professionali”), elaborata dal Consiglio Nazionale, fornisce una risposta concreta all’esigenza del Paese di allineare i tempi del sistema educativo a quelli del mondo del lavoro, grazie alla previsione di un titolo accademico abilitante.

L’esito di questa sfida dipenderà da diversi fattori: dagli investimenti in istruzione, formazione e innovazione tecnologica che saremo disposti a mettere in campo nei prossimi anni; dal rilancio delle condizioni che hanno consentito, nel 2015, la ripresa dei redditi dei geometri professionisti e il progressivo consolidarsi del trend; dalla volontà di far coincidere – ancora e sempre meglio – il ruolo di rappresentanza con l’assunzione di responsabilità; dalla capacità di porsi obiettivi ambiziosi e non per questo irraggiungibili. 

Sarà necessario, soprattutto, dare continuità a quel lavoro di squadra che ha caratterizzato l’operato del Consiglio Nazionale durante il mandato 2013-2018: al Vice Presidente, al Segretario, ai Consiglieri, al personale e ai collaboratori vadano i più sentiti ringraziamenti per l’impegno profuso, per le responsabilità assunte all’interno del “gruppo”, per l’umiltà con la quale tutti si sono posti al servizio degli Iscritti. 

Concludo con un appunto: la nostra professione non è destinata a sparire, tantomeno a barattare la sua sopravvivenza sui nuovi palcoscenici del lavoro con la propria storia e la propria identità. Il cambiamento innescato dalla rivoluzione digitale ha una forte connotazione culturale, oltre che di metodo e conoscenze, e per compiersi avrà bisogno di essere gestito prima di tutto sul territorio, da chi – come il geometra – è presente e radicato in maniera capillare.  

Per dialogare con il futuro, sarà indispensabile utilizzare il linguaggio della tradizione. 

Maurizio Savoncelli
Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati

QUI la pubblicazione "Linee Strategiche di Mandato 2013 - 2018"