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Recovery Fund, pronti a partire
Nell’intervista odierna rilasciata al quotidiano economico - finanziario ITALIA OGGI, il presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli interviene sul PNRR e sulla riunione Ecofin dei 27 ministri finanziari degli stati membri, evidenziando come i Geometri siano una risorsa unica per la PA nell’attuazione degli investimenti. Distingue questa figura tecnica una formazione mirata e la versatilità delle su capacità, che le consentono di operare in regime di sussidiarietà orizzontale per fornire un grande apporto sul versante della semplificazione e ridurre i tempi delle procedure burocratiche


Lo scorso 13 luglio l’Ecofin, la riunione dei ministri finanziari dei 27 Stati membri, ha dato il via libera ai primi dodici Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR), tra i quali quello italiano: ciò comporta l’assegnazione della prima tranche (pari al 13%) dei fondi complessivamente stanziati dal Recovery Fund.


L’Italia, destinataria di 191,5 miliardi di euro tra finanziamenti a fondo perduto e prestiti, riceverà entro la prima settimana di agosto 25 miliardi di euro, che saranno a loro volta utilizzati dal Ministero del Tesoro per finanziare progetti già avviati e inerenti ai capitoli più significativi del PNRR: Alta Velocità ferroviaria, Transizione 4.0, Turismo, Internazionalizzazione, asili nidi e scuole: misure destinate ad avere un forte impatto soprattutto al Sud.


Il Sud è un fattore strategico per il rilancio dell’Italia: circa il 40% delle risorse complessivamente stanziate per il PNRR sono destinate al Mezzogiorno, 82 miliardi che, nelle previsioni del Governo, potranno consentire di mettere a segno un +24% di crescita economica entro il 2026, con una incidenza sul PIL nazionale del 23,4%. E ancora: +5,5% dell'occupazione femminile e +4,9% dell'occupazione giovanile, dati che tengono conto del solo impatto diretto del PNRR e non di altre misure, come ad esempio sgravi contributivi, misure di conciliazione vita/lavoro, miglioramento dei livelli di istruzione e formazione, rafforzamento delle infrastrutture sociali, sanitarie e di rete.


Ed è, indubbiamente, un fattore strategico anche in chiave geo-economica: valorizzando appieno la sua vocazione logistica, il Sud può legittimamente aspirare a diventare una grande macroregione europea (di oltre venti milioni di abitanti), capace di intercettare le opportunità nascenti in Africa e nel Mediterraneo.


Il tema è stato al centro della tavola rotonda “Sviluppo del Sud. Verso il Mediterraneo”, organizzata dall’Università ECampus; vi hanno preso parte – tra gli altri – i presidenti di vari ordini professionali aderenti alla Rete delle Professioni Tecniche tra i quali Maurizio Savoncelli, alla guida della categoria dei geometri e geometri laureati.


Presidente Maurizio Savoncelli, in uno scenario che configura il Sud come traino alla ripresa del Paese, a quali interventi ritiene debba essere data priorità?
Su tutti, la realizzazione di infrastrutture di rete (strade, autostrade, ferrovie, porti) moderne ed efficienti: facilitare la mobilità delle persone e delle merci in un territorio così ricco dal punto di vista architettonico e culturale, e quindi così attrattivo dal punto di vista turistico, è il viatico per stimolare gli investimenti nazionali ed internazionali. Senza trascurare - nell’ottica di una necessaria complementarità e sinergia – interventi di bonifica delle discariche; smaltimento, riciclo e recupero dei rifiuti; contrasto all’erosione costiera; tutela dei fondali marini; recupero e valorizzazione di borghi, centri storici e beni demaniali.


In un recente convegno, il premier Mario Draghi ha sostenuto la necessità di "far ripartire il processo di convergenza tra Mezzogiorno e centro-nord che è fermo da decenni", ricordando come "tra il 2008 e il 2018 la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si è più che dimezzata". Viene da chiedersi: basteranno le risorse del PNRR per fermare e colmare questo divario?
Evidentemente no: per sfruttare e mettere a sistema la bellezza, la cultura, l’arte e le straordinarie suggestioni del Sud Italia (gli odori, i sapori, il clima, i colori, le tradizioni, l’accoglienza) occorre lavorare con metodo, incoraggiando le politiche a tutela dell’ambiente e del territorio, che possono trarre grandi benefici dall’utilizzo delle tecnologie geo-informative e dei big data (tema del workshop internazionale “Spatial Information Management to optimize Spatial Planning and Sustainable Development”, di seguito descritto - ndr). E occorre, infine, puntare al raggiungimento di obiettivi ambiziosi, in primis quello di un Sud aperto al mondo nel Mediterraneo: in quest’ottica è fondamentale il sostegno al sistema portuale, che si traduce in interventi di ristrutturazione, ammodernamento, messa in sicurezza e, soprattutto, accessibilità marittima e collegamento alle linee di trasporto terrestri.


In questo contesto, che ruolo assegna ai professionisti di area tecnica, quali i geometri?
Questi profili rappresentano un eccezionale serbatoio al quale la pubblica amministrazione può attingere per realizzare gli investimenti  previsti dal PNRR: sono risorse ampiamente (e da lungo tempo) formate ai temi che ispirano e permeano il Recovery Fund quali il digitale e l’innovazione,  e pronti (anche qui: ampiamente e da lungo tempo) ad operare in regime di sussidiarietà orizzontale (che, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, trova fondamento nell’articolo 118, comma 4), fornendo un grande apporto sul versante della semplificazione, riducendo i tempi delle procedure burocratiche. Un aspetto, quello del tempo da ottimizzare, sul quale forse non si riflette abbastanza, a fronte della sua straordinaria importanza: l’erogazione dei fondi europei è subordinata al monitoraggio degli interventi fissati e alla verifica degli obiettivi raggiunti. Si ha tempo fino al 2026, ma il cronoprogramma è già partito.

QUI  l'intervista pubblicata su ITALIA OGGI