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Sismabonus: detrazione anche per gli immobili in locazione

La precisazione arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate che chiarisce come l’agevolazione per gli interventi di miglioramento sismico spetti anche quando gli immobili messi in sicurezza vengano destinati alla locazione


Si può usufruire delle agevolazione per gli interventi di miglioramento sismico, anche quando gli edifici di proprietà messi in sicurezza vengono destinati alla locazione. A questo proposito l’Agenzia delle Entrate fornisce un chiarimento alla risoluzione n. 22/E specificando che la detrazione fiscale introdotta con il Dl 63/2013 – il cosiddetto Sismabonus – è erogabile anche se gli immobili oggetto della ristrutturazione non sono utilizzati direttamente a fini produttivi da parte delle società, ma vengono dati in affitto.


La norma prevede una detrazione del 50% (calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno) per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per l’adozione di misure antisismiche su edifici che siano situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) o a minor rischio (zona sismica 3) individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003. La detrazione fiscale può salire al 70% della spesa sostenuta se la realizzazione degli interventi determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori.


Possono accedere all’agevolazione sia i contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires) a condizione che le costruzioni interessate dall’intervento siano adibite a fini residenziali o ad attività produttive (comprese le attività agricole, quelle professionali, quelle produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali).

QUI il comunicato stampa dell'Agenzia delle Entrate