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Terremoto di Ischia, è giunto il momento di promuovere la messa in sicurezza del patrimonio edilizio

Dopo i terremoti di Ischia e del Centro Italia occorre un intervento nazionale per la classificazione sismica del patrimonio edilizio pubblico e privato. E’ l’auspicio di Maurizio Savoncelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, riportato dai media che hanno accolto le sue dichiarazioni, con le quali invita lo Stato a proseguire con decisione nel solco del percorso intrapreso e propone una campagna di informazione e sensibilizzazione del cittadino sulle opportunità degli incentivi fiscali a disposizione


“Un terremoto che mette nuovamente in evidenza la necessità di procedere alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato, utilizzando gli strumenti a disposizione e cogliendo l’opportunità delle misure fiscali", spiega Maurizio Savoncelli, che prosegue sottolineando "come sia fondamentale, in primis, distinguere la regolarità del fabbricato dalla sua vulnerabilità sismica. Il primo aspetto afferisce alla legittimità dell’edificio da un punto di vista urbanistico e, a tal proposito, si è lungamente parlato in questi giorni degli immobili considerati abusivi; mentre il secondo aspetto, ben diverso, centra in pieno il tema della sicurezza, e con la valutazione della vulnerabilità sismica di un edificio si arriva a toccare gli elementi salienti per una messa in sicurezza generale del Paese. Basti pensare che molti fabbricati crollati sia nel Centro Italia, sia a Casamicciola nell’isola di Ischia, sono stati edificati nell’urgenza di dare una casa ai residenti dopo la guerra, quando non esisteva una norma tecnica antisismica e persino i materiali di costruzione presenti sul mercato non erano rispondenti alle odierne esigenze con le loro prestazioni. L’imperativo del momento era dare una casa ai cittadini: mi riferisco al periodo post bellico della ricostruzione che ha caratterizzato gran parte del patrimonio edilizio del Centro Italia e alla violenta distruzione registrata nel 1883 nell’isola di Ischia”.      

“Oltre alla classificazione sismica del territorio nazionale, ben distinta in base a una ripartizione comunale che assegna un grado di rischio per ogni area, è necessario ora intervenire su più fronti e stimare una attenta valutazione sismica per ogni edificio. A titolo puramente esemplificativo ricordiamo che il proprietario di ogni immobile è attualmente tenuto al rilascio obbligatorio della certificazione di prestazione energetica, sia in caso di affitto, sia in caso vendita. Una misurazione indubbiamente fondamentale per un innalzamento della perfomance relativamente alla sostenibilità del patrimonio edilizio italiano; una prassi a cui devono far seguito oggi una valutazione sismica dell’immobile, usufruendo delle formule incentivanti del Sismabonus che permettono al proprietario di ottenere uno sgravio fiscale dallo Stato; unitamente a un’attenta indagine del territorio sottostante, avviabile dalle autorità pubbliche in seguito alle recenti diagnosi tecniche, che hanno permesso di annotare come un fabbricato abbia ‘risposto’ diversamente da un altro rispetto al terremoto, pur trovandosi nella stessa area di classificazione. C’è bisogno di una grande operazione che punta a completare il quadro della conoscenza per il cittadino e rientra nel raggio di attività della Microzonazione Sismica, un’analisi scientifica con l'obiettivo di individuare eventuali effetti del sito a seguito di un sisma. I risultati degli studi di Microzonazione Sismica si applicano nella pianificazione territoriale e dell’emergenza, nella ricostruzione post-sisma e nel supporto alla progettazione antisismica”.

“Si tratta – è evidente – di un rinnovamento del pensiero individuale e di un ampio intervento dello Stato, che richiedono alcuni anni di attuazione. Sono questi però gli elementi che devono concorrere, come tessere di un mosaico, a comporre l’immagine di un puzzle che può riconfigurare la vulnerabilità del nostro Paese, passaggio ormai imprescindibile”.

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