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La convenzione AGEA viola il principio di sussidiarietà orizzontale dei professionisti
Gli effetti della nuova convenzione AGEA, l’Agenzia per le erogazioni dei fondi pubblici in agricoltura e i CAA, Centri di Assistenza Agricola, che rappresentano il trait d’union tra le organizzazioni del comparto e l’ente pagatore, rischia di escludere tanti professionisti che operano in questo ambito




Una riforma controversa che prevede siano dipendenti gli operatori abilitati all’accesso dei sistemi informativi e che, finora, ha raccolto proteste, interpellanze parlamentari e ricorsi al TAR, mentre secondo AGEA “dovrebbe spingere l’intero settore verso una maggiore professionalizzazione e garantire più sicurezza contro frodi e usi indebiti dell’apparato tecnologico”.

“E’ un’ipotesi che rappresenterebbe una violazione palese del principio di sussidiarietà orizzontale – ha commentato il consigliere CNGeGL Antonio Acquaviva - che determina un pregiudizio senza precedenti nei confronti dei liberi professionisti, da sempre espressione di un ideale ‘anello di congiunzione’ fra la PA e la collettività, proprio nell’espletamento delle mansioni di cui gli enti pubblici non riescono più a farsi carico”. 

“Si tratta di una contraddizione in termini che, se non venisse sanata, resterebbe un precedente che mina la sostenibilità di un sistema: un fattore critico nuovo, inaccettabile nel contesto in cui versa la ripresa del nostro Paese e in cui continuamente - aggiunge l’esponente della categoria dei Geometri - si fa appello a tutti gli attori sociali ed economici per contribuire, ognuno per la sua parte, alla ripresa economica e alla stabilità generale. Non solo – prosegue - la convenzione determinerebbe un inaccettabile pregiudizio nei confronti dei liberi professionisti, come se la loro scelta di operare autonomamente rappresentasse una fragilità di competenze rispetto ai lavoratori dipendenti, mentre è vero il contrario. Non vi possono essere, infatti, dubbi sulla significativa, qualificata e accertata preparazione specialistica dei professionisti: oltre ai settoriali e qualificati titoli di studio, il superamento degli esami di Stato, i tecnici sono in grado di garantire un alto livello delle prestazioni in virtù degli obblighi di formazione e di assicurazione, congiuntamente al rispetto della prevista deontologia. Aspetti dirimenti che non distinguono attualmente la figura del dipendente, al quale le norme al momento vigenti lasciano la possibilità di svolgere un ruolo semplicemente dichiarando sei mesi di esperienza, peraltro non consecutivi”.

L’argomento è stato ampiamente approfondito oggi dal quotidiano economico – finanziario Il Sole 24 Ore, che ha raccolto e dato voce agli esponenti delle categorie tecniche (QUI la dichiarazione completa fornita alla testata dal Consigliere CNGeGL Antonio Acquaviva). Nel testo in edicola sono pubblicati anche gli interventi di Armando Zambrano, coordinatore della Rete Professioni Tecniche nonché presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, di Marina Caldarone, presidente del Comitato Unitario Professioni e molti altri, tutti egualmente sulla stessa lunghezza d’onda del consigliere CNGeGL Antonio Acquaviva.


LO STATO DEI FATTI IN PILLOLE


AGEA. L’Agenzia per le erogazioni dei fondi pubblici in agricoltura è un ente pubblico con funzioni di coordinamento e pagamento dei fondi Ue e nazionali ai produttori agricoli. 

SIAN. E’ il principale strumento operativo (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) su cui sono registrati circa un milione di fascicoli (per l’esattezza 960.700) relative ad altrettante aziende agricole. Ad Agea, invece, fanno capo 622.377 fascicoli e i restanti sono gestiti dagli organismi pagatori regionali autonomi (Opr) operanti presso Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Calabria, Sardegna e le province di Trento e Bolzano. Tramite il SIAN vengono erogati circa 6 miliardi di euro l’anno.

CAA. In base a una convenzione, AGEA si relaziona con i Centri di Assistenza Agricola. I CAA si rapportano con le imprese agricole e ne gestiscono i fascicoli aziendali. Gli operatori dei CAA possono essere lavoratori dipendenti o con un rapporto di prestazione occasionale. Nella nuova proposta di convenzione AGEA viene per la prima volta specificato che possono accedere al SIAN solo i dipendenti dei CAA o delle società collegate da una intesa. Questo esclude dalla consultazione del SIAN, e dunque dai fascicoli delle aziende agricole, migliaia di professionisti. “Una modifica che avrebbe impatto su almeno 3mila professionisti – spiega il Consigliere CNGeGL Antonio Acquaviva – e relativi studi tecnici che sono strutturati per tali attività”.

QUI l’approfondimento de Il Sole 24 Ore