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Le priorita’ dell’ANCE per il futuro dell’Italia

14/07/2016

Le priorita’ dell’ANCE per il futuro dell’Italia

Stop all’austerità e un piano di investimenti da 30 miliardi di euro per rimettere in moto l’Italia. E’ questa la proposta fondamentale avanzata dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili nel corso della sua assemblea annuale. Un appello rivolto direttamente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio – presente in platea – che ha promesso a breve la costituzione di un tavolo tecnico sul nuovo Codice degli Appalti. 

“Un grande piano di sviluppo industriale capace di rinnovare in profondità il Paese”. La proposta arriva dall’Ance (l’Associazione Nazionale Costruttori Edili) che l’ha avanzata nel corso della sua assemblea annuale. Un piano da 30 miliardi di euro in tre anni che – secondo il presidente dell’associazione Claudio De Albertis – dovrebbero essere investititi su cinque priorità fondamentali: 

1)“la manutenzione e il miglioramento delle infrastrutture esistenti per garantire il mantenimento di adeguati livelli di servizio e di sicurezza”; 
2)“l'accelerazione e l'ampliamento del piano di riqualificazione degli edifici scolastici”; 
3)“l'assegnazione delle risorse necessarie alla realizzazione del piano pluriennale di riduzione del rischio idrogeologico annunciato a novembre 2014”;
4)l'investimento sui beni culturali e sul turismo”; 
5)“il recupero e il risanamento infrastrutturale e sociale delle periferie”. 

Solo per le periferie, l’Ance stima che servano 5 miliardi di euro da gestire una cabina di regia governativa che individui in primis le aree a maggior rischio sociale. L’associazione dei costruttori è convinta che questa sia la ricetta giusta da seguire per garantire il rilancio del Paese e la ripresa economica del settore edile. Gli imprenditori del comparto calcolano che con il varo di questo piano da 30 miliardi, gli investimenti in costruzioni potrebbero far registrare nel 2017 un incremento dell’1,1%. Al contrario, invece – se le cose rimassero così  come sono – ci sarebbe un calo dell’1,2% con tutte le inevitabili ripercussioni negativi in termini di occupazione e per il sistema Paese nel suo complesso.
A proposito del nuovo Codice degli Appalti – che tanti problemi sta creando in questa sua prima fase di applicazione – il Presidente Claudio De Albertis ha chiesto una moratoria fino al 31 dicembre 2016 "necessaria per l’assestamento del settore oggi alle prese con una  forte contrazione dei bandi di gara registrata all'indomani dell'entrata in vigore delle nuove regole". Pronta la risposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, presente all’assemblea dei costruttori: “Accogliamo la proposta di un tavolo di confronto sull nuovo codice appalti che convocheremo subito per affrontare con Ance ed enti locali la fase transitoria e l'andamento del mercato delle opere pubbliche, componente prevalente dell'edilizia, che ha comunque visto tra gennaio e giugno un aumento di 4 miliardi rispetto allo scorso anno”. 

QUI la presentazione ANCE

QUI la sintesi della Relazione del Presidente

QUI il comunicato stampa