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Commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico: alla Camera il confronto su prevenzione, governance e sicurezza del territorio
Commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico: alla Camera il confronto su prevenzione, governance e sicurezza del territorio

Nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, si è tenuto oggi il convegno "Dall’emergenza alla prevenzione", promosso dalla Commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano. Un appuntamento che ha riunito esponenti delle istituzioni, organismi tecnici, professioni e rappresentanze del settore delle costruzioni per ribadire la necessità di passare da una gestione emergenziale a una strategia strutturale di prevenzione, fondata su pianificazione, manutenzione, semplificazione normativa e rafforzamento delle competenze tecniche sui territori. Per il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati era presente il consigliere Paolo Ghigliotti
Dall’emergenza alla prevenzione: è questo il titolo e, appunto, il messaggio centrale emerso dal convegno promosso dalla Commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, che si è svolto alla Camera dei Deputati. Un confronto ampio, che ha riunito esponenti delle istituzioni, organismi tecnici, professioni tecniche e rappresentanze del settore delle costruzioni, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità di una riforma strutturale della governance del rischio e delle politiche di sicurezza del territorio.
Ad aprire i lavori sono stati il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, e la deputata Beatriz Colombo, che hanno richiamato il valore della difesa del territorio come priorità ordinaria dell’azione pubblica, insistendo anche sulla diffusione di una più solida cultura della consapevolezza e della prevenzione, a partire dalle famiglie e dai percorsi educativi.
Sul piano istituzionale, il deputato Antonino Iaria ha posto l’accento sulla necessità di superare la frammentazione tra livelli di governo, rilanciando l’esigenza di una legge nazionale sul consumo di suolo orientata al principio del “saldo zero” e di un sistema stabile di finanziamenti che distingua con chiarezza tra gestione dell’emergenza e prevenzione di lungo periodo.
Sul fronte tecnico, Maria Alessandra Gallone, presidente di ISPRA, ha richiamato l’attenzione sulla fragilità strutturale del Paese e sull’importanza di investire in prevenzione, evidenziando come i costi sociali ed economici dei danni siano di gran lunga superiori a quelli necessari per ridurre il rischio. In questo quadro ha presentato la piattaforma IdroGeo come strumento cartografico di riferimento per la pianificazione urbanistica, oltre che per ambiti rilevanti come l’accesso al credito e alle assicurazioni, ricordando anche il ruolo del progetto CARG per il completamento della cartografia geologica ufficiale del Paese.
Un ulteriore contributo è arrivato da Filippo Cappotto, vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, che ha richiamato alcuni dati emblematici della vulnerabilità del territorio italiano, dalle alluvioni che hanno colpito ripetutamente l’Emilia-Romagna alla frana di Ischia. Nel suo intervento è emersa anche la difficoltà, soprattutto per i piccoli Comuni, di accedere agli strumenti di finanziamento disponibili a causa della carenza di personale tecnico qualificato, elemento che rende ancora più urgente il rafforzamento delle competenze professionali a supporto della progettazione e della prevenzione.
Molto netto anche il richiamo di Carmela Pagliara, del Dipartimento della Protezione Civile, alla necessità di fondare il sistema sulla previsione, riducendo i tempi della burocrazia che oggi rallentano in modo significativo la realizzazione delle opere di prevenzione. In questo contesto è stato ricordato come, dal 2019, la quasi totalità delle emergenze nazionali sia riconducibile a rischi meteo-idrogeologici, con un impegno finanziario rilevante per lo Stato.
Nel corso del convegno, l’onorevole Erica Mazzetti ha inoltre rilanciato la proposta di un Testo Unico sul Rischio, finalizzato a semplificare il quadro delle procedure e dei titoli abilitativi. All’interno di questa impostazione ha richiamato anche il fascicolo del fabbricato, inteso come strumento conoscitivo capace di raccogliere dati sulla morfologia del terreno, sulla qualità sismica ed energetica degli edifici e, più in generale, sulle condizioni di sicurezza del costruito.
Dal mondo delle costruzioni è arrivato poi un forte invito, espresso dalla presidente di ANCE Federica Brancaccio, a riportare al centro la manutenzione del territorio, troppo spesso oscurata dalle grandi opere perché meno visibile sul piano politico, ma essenziale in un Paese in cui la larga maggioranza dei Comuni ricade in aree ad alto rischio idrogeologico o sismico. Nel suo intervento è stata anche ribadita la necessità di una pianificazione capace di superare i soli confini amministrativi e di assumere una scala coerente con i bacini e con le caratteristiche reali del territorio.
Altri interventi hanno insistito sulla necessità di evitare la dispersione delle risorse in misure frammentarie. In questa direzione si è espresso anche l’onorevole Agostino Santillo, che ha richiamato il valore di criteri tecnici chiari nella definizione delle priorità e ha auspicato un maggiore impiego dell’innovazione e degli strumenti predittivi nella mappatura dei rischi. Sul versante normativo, il ministro Nello Musumeci, in videomessaggio, ha confermato l’impegno del Governo sul Codice della Ricostruzione, mentre la sottosegretaria Paola Frassinetti ha evidenziato il ruolo dell’educazione civica e della scuola nella costruzione di una più diffusa cultura della sicurezza territoriale.
A rafforzare il quadro conclusivo sono intervenuti anche l’onorevole Elisa Montemagni e il Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori di Emilia-Romagna, Toscana e Marche, Fabrizio Curcio, che hanno ribadito il valore strategico della formazione tecnica e dell’aggiornamento costante dei piani di protezione civile comunali, troppo spesso privi di concreta attuazione operativa.
A chiudere i lavori è stato quindi il presidente della Commissione, l’onorevole Pino Bicchielli, che ha sintetizzato il senso complessivo dell’incontro: passare da una gestione reattiva a una visione strutturale e proattiva della sicurezza del territorio. In questa prospettiva, è stato ricordato anche che ogni euro investito in prevenzione può generare un risparmio di gran lunga superiore rispetto a quanto necessario per la ricostruzione.
A confermare la rilevanza istituzionale del confronto è intervenuto anche Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: una presenza che ha ulteriormente sottolineato il valore strategico attribuito, ai più alti livelli, ai temi della prevenzione, della sicurezza e della tutela del territorio.
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