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Dentro il cerchio, serve rivedere la norma sull’asseverazione dei professionisti

Assegnato il 24 marzo 2026 alla Commissione VIII (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) della Camera dei Deputati, il DDL “Delega al Governo per l’adozione del codice dell’edilizia e delle costruzioni” (AC-2826). Il provvedimento - che era stato presentato lo scorso 27 febbraio 2026 alla Camera dei Deputati - si affianca così ai DDL AC-535 (Santillo) e AC-2332 (Mazzetti), già da alcuni mesi in discussione all’interno della stessa Commissione. Questo il tema al centro dell’editoriale curato dal consigliere CNGeGL Marco Vignali per Diario DIAC, il quotidiano online che si occupa di infrastrutture, ambiente e costruzioni, diretto da Giorgio Santili
di Marco Vignali, consigliere del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati
Tra i profili di maggiore interesse per i professionisti tecnici, il DDL richiama l’attenzione sul tema dell’attestazione dello stato legittimo dell’immobile. In particolare, emerge la necessità di chiarire il perimetro delle responsabilità del tecnico, evitando che su di lui ricada l’onere di asseverare in via esclusiva la completezza dei titoli edilizi pregressi, in assenza di una corrispondente attestazione da parte dell’amministrazione che custodisce gli atti.
Un nodo decisivo, perché investe direttamente la certezza giuridica delle pratiche, la tutela del legittimo affidamento e la corretta definizione dei rapporti tra attività professionale e responsabilità della pubblica amministrazione.
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