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Riforma degli ordinamenti professionali, audizione in Senato per i Geometri

25/11/2025

Riforma degli ordinamenti professionali, audizione in Senato per i Geometri

 

Nell’ambito dell’esame del ddl 1663, recante delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali, il presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Paolo Biscaro, è stato audito martedì 25 novembre 2025 dalla Commissione Giustizia del Senato della Repubblica. L'intervento si colloca nell'agenda istituzionale a cui partecipano le categorie interessate dalla riforma

 

Nella sua esposizione il rappresentante di Categoria ha richiamato l’attenzione su tre punti chiave: l’assetto della vigilanza ministeriale, il ruolo e la formazione dei consigli di disciplina territoriali e l’attuazione effettiva del principio dell’equo compenso; tutto ciò, in un quadro di forte collaborazione tra le 15 professioni ordinistiche coinvolte, e sottolineando “equo compenso e vigilanza: servono scelte concrete e coerenti”.

Il contesto dell’audizione - Il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha ricordato che il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati ha esaminato il ddl 1663 insieme alle altre 15 professioni interessate, elaborando osservazioni condivise che confluiranno in un documento unitario a supporto dei lavori parlamentari. L’obiettivo dichiarato è evitare che la delega resti sul piano delle mere enunciazioni di principio, volendo incidere in modo concreto sull’operatività dei collegi territoriali e dei consigli nazionali.

Vigilanza ministeriale e no a nuovi oneri - Un primo focus dell’intervento ha riguardato la vigilanza dei ministeri competenti, tema che nel ddl viene collegato all’assenza di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha evidenziato che ogni eventuale redistribuzione delle competenze di vigilanza, tra diversi dicasteri, richiederebbe un adeguato rafforzamento degli uffici coinvolti, per garantire tempi e qualità delle risposte alle istanze dei consigli nazionali.

Consigli di disciplina e formazione - Il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha poi richiamato l’attenzione sul ruolo e sull’organizzazione dei consigli di disciplina territoriali, nati dal DPR 137 ma declinati in modo diverso nelle varie professioni (territoriali, regionali o circoscrizionali). In particolare, ha espresso perplessità sulla previsione, inserita in una legge di principi, di obblighi formativi specifici e quantificati in crediti sulla deontologia, con decadenza automatica dalla funzione, in caso di inadempimento.

Per la categoria dei geometri, questo vincolo risulterebbe critico perché i consigli di disciplina sono spesso composti non solo da geometri ma anche da avvocati, che non rientrano nel perimetro del ddl 1663 e non sarebbero, quindi, soggetti al medesimo obbligo. Per evitare disparità e rigidità, il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha proposto di espungere tale previsione dalla legge delega e di rinviare la disciplina dei requisiti formativi ai regolamenti dei singoli consigli nazionali.

Equo compenso: principio condiviso, attuazione ancora incompiuta - Il terzo asse dell’intervento ha riguardato il principio dell’equo compenso, definito “sacrosanto” e da estendere a tutte le prestazioni professionali e a tutti i committenti, oltre l’attuale perimetro di applicazione della legge 49/2023. Il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha ricordato, però, che la stessa legge 49 prevedeva una revisione dei parametri fissati dal DM 2012, revisione che a distanza di due anni non è ancora stata completata, né per le prestazioni già contemplate né per quelle nuove che nel 2012 non erano state considerate.

In quest’ottica, ha chiesto che la delega al Governo contenga un indirizzo più incisivo, al fine di aggiornare i parametri di riferimento sui compensi, condizione indispensabile per rendere effettivo il principio di equo compenso e garantire una reale giustizia sociale per i professionisti.

La domanda della senatrice Erika Stefani e la replica - Nel corso dell'audizione è intervenuta la senatrice Erika Stefani, componente della Commissione Giustizia, che ha ringraziato il presidente per il contributo e si è soffermata su due punti: l'ampiezza e, a volte, la genericità della delega, oltre alla definizione delle attività professionali riservate o attribuite, non in via esclusiva, a ciascuna professione. Ha chiesto, a questo proposito, se non fosse rischioso lasciare troppi margini ai decreti legislativi e ha citato l'esempio delle competenze storiche dei geometri, inclusa la consulenza legale, come la stesura di contratti preliminari, per sollecitare una definizione più chiara degli ambiti professionali

Nella sua replica, il presidente ha sottolineato che essendo una legge delega, il punto centrale sarà il successivo lavoro di attuazione attraverso i decreti legislativi, che dovranno rispettare la normativa vigente sulle competenze, mantenendola come riferimento fondamentale. Per quanto riguarda la consulenza legale, ha chiarito che per i geometri questa si limita a rappresentare situazioni giuridiche legate al codice civile, senza estendersi ad ambiti tipici di altre professioni. Inoltre, ha aggiunto che eventuali collaborazioni e raccordi tra ordini professionali saranno attentamente valutati nella fase di attuazione, per garantire chiarezza e correttezza nei confini delle competenze professionali.

QUI il collegamento alla webtv del Senato della Repubblica