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Con la prevenzione si incide nello sviluppo economico

29/11/2016

Con la prevenzione si incide nello sviluppo economico

Piani, risorse, incentivi e bonus contro il rischio sismico e idrogeologico, per l’edilizia scolastica e la riqualificazione energetica. Ecco le misure che il Governo ha in programma sul tema della prevenzione strutturale, illustrate durante il convegno “Prevenzione Civile. Dalle emergenze a Casa Italia”.
 
“La prevenzione – ha dichiarato Maurizio Savoncelli, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati - è un obiettivo al cui raggiungimento sono chiamati i professionisti che operano nel territorio, nell’intento di avviare il passaggio dall’emergenza a un’azione preventiva e sistematica, parte integrante di un piano nazionale per la messa in sicurezza dell’Italia. In qualità di geometri continueremo a svolgere la nostra parte sottolineando due concetti fondamentali, quali la sinergia interdisciplinare e la sussidiarietà verso la pubblica amministrazione e, di conseguenza, la collettività”. “Per garantire il successo di ogni intervento locale, ha precisato Maurizio Savoncelli, è però necessaria una puntuale e approfondita conoscenza del territorio stesso: dal punto di vista geomorfologico ma anche socioeconomico”. 
 
Con queste parole, il Presidente CNGeGL ha delineato un quadro di sintesi del ruolo dei professionisti tecnici nell’ambito della prevenzione strutturale del Paese, a cui si aggiunge – ultimo solo in ordine cronologico - l’impegno e la partecipazione della RPT – Rete delle Professioni Teniche all’incontro “Prevenzione civile. Dalle emergenze a Casa Italia”, organizzato dalla Struttura di Missione #italiasicura di Palazzo Chigi nella sede del Cnr di Roma (QUI il programma). 
 
In questa occasione il piano nazionale per la prevenzione studiato e presentato da RPT (QUI il documento) ha messo in evidenza come sia possibile superare la logica dell’emergenza per affrontare in modo strutturale la prevenzione, favorendo la generazione di un auspicabile circolo virtuoso tra le condizioni geologiche e geomorfologiche delle aree, la ricostruzione fisica dei territori, la rigenerazione urbana e sociale, lo sviluppo economico. Un insieme di condizioni che pone l’inserimento degli interventi finalizzati a ridurre il rischio sismico all’interno di un più generale ambito di trasformazione urbana e territoriale, che si proietta nella direzione della conservazione del patrimonio edilizio. Per questo motivo è determinante che gli interventi siano progettati tenendo conto delle condizioni geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche del territorio, della tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e dei connessi benefici ecosistemici, della riqualificazione energetica e il decoro urbano, anche in relazione ai potenziali scenari di cambiamento del clima e nel pieno rispetto dell’identità, del passato e delle potenzialità future degli edifici, dei luoghi e dei loro abitanti, in modo da favorire la capacità di una comunità e dei suoi abitanti di rispondere positivamente alle situazioni di rischio. 
 
Comprendere la realtà di un edificio e del territorio richiede, infatti, una serie di competenze multidisciplinari. Solo attraverso l’attuazione di un piano di prevenzione del rischio sismico si può perseguire l’obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza del cittadino, garantendo la tranquillità e la ripresa economica anche di zone colpite. Questo è sicuramente il percorso necessario per creare nuove opportunità di crescita territoriale, imprenditoriale ed economica, oltre a favorire dinamiche di coesione e inclusione sociale, di partecipazione attiva dei cittadini e di contrasto a situazioni di marginalità spesso aggravate dal degrado edilizio ed urbano.
 
Il piano di prevenzione del rischio sismico è inoltre il risultato di una visione collettiva così alta, grazie al qualificato contributo aggiuntivo messo a disposizione da ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari), CON.SCIENZE (Conferenza Nazionale dei Presidenti e dei Direttori delle Strutture Universitarie di Scienze e Tecnologie), CoPI (Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Ingegneria), ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), e AISSA (Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Agraria) e UNI (Ente Italiano di Normazione).  
 
Nel corso del dibattito, si sono aggiunte le posizioni degli altri componenti della RPT – Rete delle Professioni Tecniche (QUI il comunicato stampa), generando un importante momento di confronto: per la prima volta, lo Stato sembra essersi incamminato verso una direzione da tempo tracciata dai professionisti tecnici, con la pianificazione di misure di prevenzione strutturale a lungo termine per la difesa da grandi rischi naturali, come quello sismico e idrogeologico, e per il rafforzamento delle infrastrutture del Paese. In totale, sono previsti investimenti per 75 miliardi in 15 anni (QUI la presentazione di #italiasicura).
 
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