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24/05/2016
Ecosistema a rischio 2016

Dall’indagine di Legambiente sul monitoraggio delle attività nelle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico emerge un quadro allarmante sulla situazione di molti comuni italiani
I dati evidenziati dall’ultimo dossier nazionale di Legambiente sul rischio idrogeologico sono supportati da attenti monitoraggi, costanti verifiche ma, soprattutto, parlano chiaro: sono circa 7 milioni i cittadini esposti quotidianamente al pericolo di frana e alluvione. Sull’evidente fragilità conclamata del nostro territorio è necessario, fra le diverse iniziative proposte, intraprendere interventi di delocalizzazione, sia di edifici abitativi che di insediamenti industriali, dalle aree esposte a maggiori pericoli.
Per fare il punto, è stato organizzato un Convegno di presentazione del dossier nazionale, coordinato dal Responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti, al quale hanno partecipato: Mauro Grassi, Responsabile Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento della Protezione Civile, Francesca Ottaviani, Coordinatrice nazionale Legambiente Protezione Civile, Gaia Checcucci, Direttrice generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Bernardo De Bernardinis, Presidente Ispra, Massimo Caleo, Vicepresidente Commissione Ambiente del Senato, Bruno Valentini, Sindaco di Siena e delegato ANCI alle Politiche ambientali, Territorio e Protezione civile e il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini.
Pur non essendo fra i relatori previsti, è stato chiamato a intervenire dalla sala il Consigliere Nazionale CNGeGL Pasquale Salvatore, che ha sottolineato “la grande valenza del dato rilevato da Legambiente, che attesta la preoccupante situazione in cui versano i comuni italiani per quanto riguarda il rischio idrogeologico”, confermando “l'attenzione e la disponibilità dei liberi professionisti italiani dell'area tecnica a supportare la pubblica Amministrazione ed in particolare i Comuni, nel percorso finalizzato a mettere in atto le misure necessarie alla mitigazione del rischio”.
In particolare, il Consigliere Salvatore, ha informato del lavoro svolto dal gruppo di studio costituito dalla Rete delle Professioni Tecniche, nel predisporre e proporre alla Struttura di Missione le linee guida di supporto al miglioramento della qualità nella redazione dei progetti di intervento sul territorio. Ha evidenziato, inoltre, di condividere appieno la proposta del Responsabile della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, sull'esigenza di un Centro di coordinamento nazionale che possa indirizzare e controllare le attività degli Enti Territoriali e delle figure preposte. “Non è più rinviabile la predisposizione di una griglia delle priorità tecniche, quale strumento per consentire di effettuare le scelte secondo un ordine oggettivo, riducendo al massimo la discrezionalità. Occorre evitare gli interventi a pioggia e, ancor più in materia di tutela del territorio, è necessario poter stabilire la progressione dei livelli tecnici come dato di partenza, a conforto della scelta finale dell’organo politico”.
Infine, il Consigliere Pasquale Salvatore, oltre a richiamare l'esigenza di una distinzione dei ruoli fra il pubblico ed il privato, soprattutto nelle attività di progettazione (da demandare all'esterno delle P.A.), di esecuzione e di controllo, ha posto l’accento su altre due questioni ugualmente importanti: “l'accertamento delle inadempienze degli enti pubblici e la verifica della “ricaduta economica” delle leggi in materia di rischio idrogeologico, deve essere attuata attraverso strumenti oggettivi di controllo”.
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