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I professionisti alla conquista dell’Europa

17/06/2016

I professionisti alla conquista dell’Europa

Nel vecchio continente sono 50 milioni, per un giro d’affari da 500 miliardi di euro. Quella globale è un’economia caratterizzata dalla costante crescita del numero dei professionisti, il cui ruolo sta diventando sempre più importante. Anche per questo è necessario – per garantire l’effettiva libertà di circolazione dei professionisti – che la legislazione e la regolamentazione dei paesi membri dell’Unione Europea siano rese il più possibile omogenee. Obiettivo cui risponde il Piano nazionale di riforma delle professioni del dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  

Mappare il variegato mondo delle professioni esistenti in Italia, in modo da dare un contributo al processo europeo di armonizzazione delle normative vigenti nei diversi Paesi membri dell’Unione. E’ questo l’obiettivo del Piano nazionale di riforma delle professioni di cui si è occupato il dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il piano – la cui versione definitiva è stata recentemente inviata alla Commissione europea – mira a rispondere ad alcune domande in particolare: quali e quanto sono le professioni esercitate nel nostro Paese? Qual è la regolamentazione vigente? Che tipo di interventi è opportuno effettuare? Lo screening del mondo del professioni è stato fatto sulla base di quanto previsto dalla direttiva numero 55 del 2013 dell’Unione Europea, la quale ha imposto agli Stati membri quello che viene definito “l’esercizio di trasparenza”, ossia un’azione volta a chiarire quali regole ogni singolo Paese applichi in materia. Da questo punto di vista è richiesto che la regolamentazione non sia discriminatoria, proporzionata e fondata su una ragione di carattere generale. 

Fare chiarezza ed omogeneizzare le diverse discipline vigenti a livello europeo, d’altronde, è un’esigenza dal cui soddisfacimento non si può prescindere. A livello comunitario si contano, infatti, 559 professioni regolamentate ma se si considerano quelle non regolamentate si arriva alla cifra di 5.500. Ovvio, dunque, che vi sia la necessità di creare standard comuni in modo che la differente normativa esistente da Paese a Paese non si risolva in un’indebita compressione della libertà di circolazione dei professionisti. Peraltro, la loro importanza a livello economico e sociale continua a crescere in tutto il vecchio continente come dimostrano due dati: i professionisti in Europa costituiscono un esercito da 50 milioni di persone che produce un giro d’affari da 500 miliardi di euro. Il prossimo (non facile) passo, la mappatura degli standard.