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Il Consiglio dei Ministri ha varato lo schema di decreto del Nuovo Codice Appalti

04/03/2016

Il Consiglio dei Ministri ha varato lo schema di decreto del Nuovo Codice Appalti

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decereto Legislativo che riforma il Codice degli Appalti recependo le direttive UE (23/24/25 del 2014) in materia di Concessioni, Appalti nei settori ordinari e in quelli speciali.


Si ricorda che il provvedimento dovrà tornare entro il 18 aprile prossimo in Consiglio dei Ministri dopo aver registrato il parere del Consiglio di Stato, della Conferenza Stato_Regioni e delle Commissioni parlamentari di riferimento. A illustrare il provvedimento è stato il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio che ha evidenziato come il Documento sia all'insegna della "lotta alla corruzione, semplificazione, trasparenza e qualità".

Tra gli aspetti più importanti considerati dalla normativa vi sono la riduzione da 1 milione di euro a 150mila euro della soglia di gara sotto la quale le imprese non sono obbilgate ad avere la certificazione Soa per partecipare; il ruolo dell'Anac, che avrà il compito di sottoporre al Ministero di competenza le sue Linee Guida di carattere generale da approvare che dovranno sostituire il vecchio regolamento generale: le linee guida fisseranno il quadro operativo entro il quale in una fase successiva verranno inseriti altri interventi più dettagliati come i servizi di progettazione, i bandi e i contratti tipo.

La Rete delle Professioni Tecniche in una nota ha espresso critiche nei confronti del testo del Codice Appalti: il Coordinatore dell'Rpt, Armando Zambrano, lo ha definito "un testo deludente che sembra tradire lo spirito della Legge delega sulla centralità della progettazione: facciamo leva sulla possibilità di modifiche".

"Nel nuovo codice per gli appalti le professioni tecniche si aspettano una maggiore attenzione ai servizi di architettura, ingegneria e agli altri servizi tecnici, in coerenza con i principi riportati nella Legge Delega, ha dichiarato il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli aggiumgendo che: "questo in ragione dell'importanza da attribuire alla fase di progettazione che ha rappresentato uno dei principali vulnus dell'appalto, avendo portato alla nascita di contenziosi e al prolungamento dei tempi, oltre al cosiddetto fenomeno delle "incompiute". Le professioni tecniche presenteranno, in continuità con gli articolati già proposti e, come anticipato in fase di audizione, indicazioni concrete alla predisposizione di una norma che sia applicabile, evitando le incertezze di ordine operativo. L'obiettivo principale è quello di snellire e semplificare le procedure, precisando i ruoli delle stazioni appaltanti e delle libere professioni, aprendo realmente il mercato degli appalti ai giovani professionisti e salvaguardando l'interesse pubblico".

QUI il comunicato stampa del Consiglio dei ministri del 3 marzo 2016

QUI le slide del Ministero delle Infrastrutture

QUI il comunicato stampa della Rete delle Professioni Tecniche