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Il consumo di suolo e la green economy

22/04/2016

Il consumo di suolo e la green economy

I cambiamenti climatici del nostro pianeta, il consumo del suolo e il riscaldamento globale, insieme al tema della sostenibilità e della rigenerazione urbana condizionano oggi in maniera determinante il mondo delle professioni, attraverso l’urgenza di conciliare le necessità del territorio con le esigenze della collettività


Nell’ultimo numero annuale di Geocentro Magazine il Focus Sostenibilità è dedicato al tema del consumo di suolo e al bisogno di contemperare le esigenze ambientali con quelle economiche. Sul concetto di una normativa specifica, che limiti il consumo di suolo ma che rappresenti allo stesso tempo una importante opportunità per l’edilizia e per la riqualificazione del patrimonio esistente in chiave sostenibile, abbiamo ospitato le posizioni di 4 autorevoli interlocutori.

La riflessione di Bernardo De Bernardinis (Presidente ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), si incentra proprio sull’idea di “suolo”, inteso come bene comune, risorsa preziosa e fragile, sostanzialmente non rinnovabile. Un patrimonio necessario per la nostra sopravvivenza e strategico per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema naturale, malgrado il suo valore sia poco riconosciuto dalla società. In tal senso e per porre rimedio ai danni perpetrati in Italia finora a causa di fenomeni quali il sigillo ai terreni produttivi e lo sprawl urbano,  una nuova normativa in materia di contenimento del consumo del suolo dovrebbe prevedere politiche dirette e indirette per valorizzare risorse e infrastrutture già esistenti e rigenerare il patrimonio edilizio attraverso il riuso.
Sull’importanza di adottare al più presto una normativa moderna, innovativa e in linea con l’Europa per contenere il consumo del territorio, è intervenuta anche Silvia Velo. Il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha sottolineato che il consumo del suolo nel 2014 in Italia è stato il 7% del territorio nazionale. Un dato preoccupante, per contrastare il quale bisogna creare un nuovo modello di sviluppo economico che non alimenti la contrapposizione tra sostenibilità ambientale e crescita economica. Se ambiente ed economia imparassero a coesistere sarebbe più facile anche per i singoli Comuni pianificare i propri territori secondo principi di riuso e rigenerazione urbana, senza più condoni e scempi, e con una particolare attenzione alla lotta al dissesto idrogeologico.
Anche per Stefano Lo Russo (Presidente della Commissione Politiche Abitative, Urbanistica e Lavori Pubblici di ANCI e Assessore all’Urbanistica del Comune di Torino) il tema centrale della tutela del paesaggio va affrontato dal nuovo testo di legge sul consumo del suolo con spirito non ideologico. Ciò vuol dire che la legge dovrà sviluppare comportamenti positivi e lanciare incentivi al riuso dello spazio già edificato. La sfida delle amministrazioni locali oggi è la riqualificazione delle periferie, soprattutto nelle medie e grandi città. Per rilanciare l’attività edilizia è necessario rendere più conveniente il riuso del patrimonio edilizio esistente, prevedendo tempi più brevi per realizzare le opere, semplificazioni per le autorizzazioni più accessibili, sgravi fiscali ecc.
Alle opinioni finora raccolte, si aggiunge il pensiero del presidente dell’ANAS, Gianni Vittorio Armani che, illustrando la nuova mission dell’azienda, ha messo in evidenza come, nel Piano pluriennale 2015-2019, in linea con una svolta gestionale per una maggiore efficienza, la tutela del paesaggio possa e debba coesistere con una mobilità moderna ed efficiente. L’ANAS, inoltra, farà partire a breve un Progetto pilota sulla riqualificazione e il riuso delle più di 1200 Case Cantoniere sul territorio nazionale. Immobili di particolare interesse, che verranno utilizzati per promuovere un turismo sostenibile e culturale, con diverse tipologie di servizi offerti (accoglienza, ristorazione, ospitalità ecc.).
Il Focus Sostenibilità è chiuso da un intervento del Prof. Angelo Frascarelli (Professore di Economia, Politica Agraria e Sviluppo Rurale presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia), che illustra lo studio, nato dalla collaborazione tra l’Università di Perugia e la Cassa Italiana Previdenza e Assistenza Geometri “I nuovi modelli di sviluppo per il contrasto del consumo del suolo” e che ha l’obiettivo di valorizzare e riqualificare le aree dismesse, spesso situate nelle vicinanze di grandi infrastrutture viarie,trasformandole in una risorsa. I risultati della ricerca condotta, che si è concentrata sul recupero delle aree intercluse dagli svincoli autostradali, già mostrano l’evidenza che alcune soluzioni sono economicamente competitive con lo status quo (come ad esempio la produzione di biomassa legnosa e la produzione fotovoltaica), con ripercussioni benefiche sull’urbanistica e la società.

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