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Il ruolo del Geometri nella gestione degli Open Data per l'ambiente
Nel corso dell'incontro che si è recentemente tenuto a Roma, si sono susseguiti gli interventi dell'On.le Chiara Braga, membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, di Fabrio Refrigeri, Assessore alle Infrastrutture, alle Politiche Abitative e agli Enti Locali della Regione Lazio, del coordinatore di #ItaliaSicura Erasmo De Angelis, dei vertici delle istituzioni che hanno maggiormente contribuito all'organizzazione, tra i quali Giovanni Paciullo, Rettore dell'Università per Stranieri di Perugia, Endro Martini, Presidente di Alta Scuola, Mauro Grassi di #ItaliaSicura, e Stefan Uhlenbrook dell'UNESCO WWAP. In questo contesto si è inserita la figura e il ruolo del Geometra, per eccellenza conferitore e fruitore – nella comunità scientifica e tecnica - delle principali banche dati sul nostro territorio.
"Innanzitutto dobbiamo precisare - ha affermato il Consigliere CNGeGL Pasquale Salvatore - che oggi si trattano informazioni composte da dati numerici e descrittivi: l’associazione di dati spaziali georeferenziati a indicazioni quali-quantitative di un opera, edificio o infrastruttura, di una zona o di dato territorio permettono di avere la conoscenza puntuale dell’ambiente in cui si vive e consentono di adottare le migliori pratiche per uno sviluppo sostenibile. La esatta posizione, le dimensioni, le caratteristiche costruttive e tipologiche sono tutti elementi indispensabili per programmare, progettare, realizzare e gestire il territorio antropizzato e non. Ecco il senso e il significato di 'dato aperto' in input e in output. Nell’ambito delle tematiche ambientali, di governo del territorio e delle sue risorse - rappresentate dalle fasi di analisi, programmazione, realizzazione/costruzione, gestione, monitoraggio e manutenzione, il Geometra è un 'anello fondamentale della catena di produzione'. Basti pensare, ad esempio, alle funzioni ed alle attività tecnico-professionali necessarie nella gestione di dighe, invasi, impianti di captazione o delle reti di adduzione/distribuzione dell’acqua. Un concetto che si applica, naturalmente, anche all'edificato: il ‘dato’ è indispensabile per la conoscenza e per la manutenzione delle opere. Se prendiamo in considerazione gli acquedotti, i sistemi di irrigazione o gli impianti interni degli edifici, è ancor più facile comprendere come la dispersione delle acque sia un fattore che, oltre a concorrere ad aumentare lo spreco di una primaria risorsa di vita, può essere la causa in frane, smottamenti, nei cedimenti fondali. E' un aspetto serissimo, che si può contenere solo con la corretta e coordinata gestione delle reti, a partire dalla conoscenza e, perché no, dalla costituzione di un catasto delle infrastrutture, in cui le nostre competenze possono essere utilizzate in diversi ruoli, sia nel settore Pubblico, sia in quello privato". Questo approfondimento ha chiarito pienamente la necessità di un approccio interdisciplinare evidenziato, fra le altre cose, dal Consigliere CNGeGL Pasquale Salvatore, per affrontare e risolvere le complesse tematiche legate all’acqua. "La possibilità di fruire di banche dati pubbliche aggiornate da parte dell’intera comunità - ha aggiunto in conclusione - concorre sicuramente ad alimentare concretamente il cambiamento culturale, un passaggio che si ottiene più rapidamente se si interviene congiuntamente per modificare i comportamenti singoli e collettivi; e questo lo si può fare attraverso una stretta collaborazione fra il legislatore, il mondo scientifico/accademico, quello tecnico/operativo, quello produttivo e quello della comunicazione".