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Il valore umano dei geometri

Lavorano in squadre da due in tutti i comuni del cratere, hanno competenze specifiche per i rilievi, e il loro contributo si articola in tre fasi di intervento: innanzi tutto, con la massima velocità, i sopralluoghi sui fabbricati ancora in piedi per valutare l’agibilità nel dopo-sisma; poi l’attività di data entry, con la registrazione delle schede AeDes per fornire un giudizio sul rilievo delle costruzioni; infine il supporto ai Centri Operativi Comunali. “La categoria ha messo in campo una vera task force di professionisti che, lasciate le famiglie e i loro studi, si sono recati in loco per aiutare fattivamente i terremotati, sia con le loro competenze professionali, sia con le doti umane”, ha dichiarato il Presidente A.Ge.Pro. Giuseppe Merlino, sottolineando come i geometri, da sempre considerati “i professionisti tecnici più vicini al territorio e ai cittadini”, sappiano dimostrare di esserlo ancora di più nei momenti di crisi ed emergenza.
In questo contesto si inserisce anche l’esperienza di un geometra di Casteggio (Pavia), Marco Ferri, che dopo aver già fatto parte del primo gruppo di volontari accorso ad Amatrice all’indomani del 24 agosto, in questi giorni è tornato nei luoghi dopo le scosse della fine di ottobre. “E’ tutto da rifare: dovremo tornare ad Amatrice per rivedere le schede di agibilità degli edifici”, ha dichiarato prima di partire. “La seconda scossa ha annullato settimane di lavoro, tutte le case che erano state dichiarate agibili devono essere rivalutate”. Marco Ferri, che ha una lunghissima esperienza in A.Ge.Pro. (nel 2009 è stato all’Aquila e nel 2012 è intervenuto in Emilia Romagna) e una formazione specifica e certificata di tecnico valutatore accreditato presso il nucleo tecnico nazionale della Protezione Civile, quindi è oggi nuovamente impegnato, con i suoi colleghi, a schedare edifici lesionati e dare pareri tecnici di agibilità, ma anche ad aiutare, per quanto possibile, chi ha bisogno con un sorriso.