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21/07/2016
L’ottimismo delle famiglie e il ritorno del mattone

E’ stata presentata l’indagine curata dal Centro Einaudi sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani. Una fotografia dalla quale – nonostante le molte difficoltà – emerge un quadro in miglioramento per l’economia italiana.
Cresce la fiducia delle famiglie, in aumento rispetto agli ultimi anni segnati dall’insegna del pessimismo. Lo rivela l’indagine curata dal Centro Einaudi, in collaborazione con Intesa San Paolo, secondo la quale il 60% delle famiglie ritiene imminente un miglioramento delle proprie condizioni economiche. Un dato molto significativo per l’importanza che la fiducia riveste all’interno di ogni sistema economico, in totale controtendenza rispetto al 2015.
Solo un anno fa il 50 per cento degli intervistati giudicava probabile il peggioramento della situazione. Non solo: adesso una quota tra il 20 e il 22% del campione sta pensando non solo di mantenere, ma di aumentare le spese per i figli e di aumentare quelle per la salute e per l’acquisto di beni durevoli, rinviato negli anni passati. Da sottolineare anche quanto emerso con riferimento alle scelte finanziarie degli italiani. I tassi a zero stanno orientando e orienteranno sempre di più le decisioni dei risparmiatori. Se la situazione non dovesse variare nei prossimi mesi, gli investitori finirebbero con il preferire in particolare due alternative: la liquidità (indicata dal 32% degli intervistati) oppure il mattone (scelto invece dal 29% del campione).
Una preferenza, la seconda, da attribuire – precisa il documento – ad una pluralità di fattori. Quello immobiliare è certamente il mercato che gli italiani conoscono meglio: il 46%, infatti, dichiara di conoscere il mercato delle case e di informarsi regolarmente sui suoi prezzi. D’altro canto incidono anche ulteriori considerazioni: la convinzione di investire in un “bene di riferimento” in grado di conservare il suo valore nel tempo, la possibilità di approfittare del momento di prezzi bassi e l’idea che il reddito dell’immobile (affitto incassato o risparmiato) sia superiore a quanto possa offrire una banca o un’obbligazione. In questo contesto gli acquirenti potenziali di una nuova casa sono tra l’11 e il 19% della popolazione. C’è chi sta considerando l’acquisto anche per l’ambizione di una casa migliore, chi invece per migliorare effettivamente la propria abitazione e chi, infine, per investire i suoi risparmi e lasciarla un’eredità sicura alla famiglia e ai figli.
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