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Verso un orizzonte eco-industriale per il Paese

06/11/2017

Verso un orizzonte eco-industriale per il Paese

Il 31 Ottobre 2017 si è conclusa la consultazione pubblica sulla stesura del primo Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) presentato dal Ministero dell’Ambiente. Sul tema è intervenuto il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli 


"E' una delle sfide più importanti dei prossimi anni per il nostro Paese: sapersi confrontare con i cambiamenti climatici e le mutate esigenze per gestire in sicurezza l’ambiente”. Così il Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati Maurizio Savoncelli si è espresso sul binomio oramai inscindibile tra territorio e rischi climatici, che riveste una importanza sempre più crescente per la tutela dei centri abitati. “Sarà necessario rafforzare le sinergie tra coloro che operano sul territorio e coloro che detengono la responsabilità delle scelte. Lo slogan potrebbe essere più azioni e meno proclami, più risorse e meno conflitti istituzionali tra Enti, più informazione che generi consapevolezza. Un deciso contributo e un giusto impulso - conclude il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli – potrà essere messo a disposizione delle Istituzioni e del Paese assieme alle altre categorie tecniche che operano sul territorio, riunite nella Rete delle Professioni Tecniche”.
 
Una dichiarazione che suggella quasi il termine della fase di consultazione pubblica per il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), il documento presentato dal Ministero dell’Ambiente, secondo quanto richiesto dall’Unione Europea agli Stati membri. Un testo che definisce le priorità, le azioni e le risorse per far fronte ai danni derivanti dai rischi climatici di ogni Paese. Per il nostro, il documento è stato elaborato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e costituisce un quadro aggiornato delle tendenze climatiche in atto a livello nazionale e degli scenari climatici futuri, individuando possibili azioni di adattamento e relativi strumenti di monitoraggio e valutazione dell’efficacia. 
 
Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti lo ha definito “uno strumento strategico irrinunciabile per un Paese come l’Italia che vive ogni giorno gli effetti dei mutamenti climatici. Adattare per tempo il nostro territorio non significa solo scongiurare costi umani e naturali molto pesanti, ma anche renderlo più resiliente e competitivo sotto il profilo economico”. Obiettivo del Piano è dunque delineare, coerentemente con le altre strategie in campo un vero e proprio orizzonte eco-industriale per il Paese (QUI il Comunicato stampa).
 
Nel corso della consultazione pubblica sono state chiamate le istituzioni, è stato coinvolto il mondo della ricerca e dell’associazionismo e, in generale, tutti i soggetti portatori d’interesse, al fine di giungere a una versione finale del testo guida. In questo ambito, anche Legambiente ha presentato le sue osservazioni. Secondo l’organizzazione ambientalista, che ha apprezzato il contributo di studi e analisi sui rischi climatici messo a disposizione dal Piano Nazionale, dovrebbero essere indicati più concretamente gli interventi relativi ai cambiamenti climatici. In particolare, viene sottolineato il rinvio delle decisioni davvero urgenti per affrontare fenomeni quali allagamenti, trombe d’aria, eventi estremi e ondate di calore, che dal 2010 ad oggi hanno colpito 126 città in Italia, con grave impatto sulla vita e la salute dei cittadini (QUI il Comunicato stampa).