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FIABADAY, accessibilità e sicurezza: gli edifici devono essere fruibili anche in emergenza

04/10/2026

FIABADAY, accessibilità e sicurezza: gli edifici devono essere fruibili anche in emergenza

Un edificio non è pienamente accessibile se le persone con disabilità possono entrarvi e utilizzarlo, ma non riescono a lasciarlo in sicurezza in caso di emergenza. È il tema portato da Michele Specchio, consigliere nazionale del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL), intervenuto il 4 ottobre 2026, a Roma, alla XXIV edizione dI FIABADAY. La Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche, promossa da FIABA ETS, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dedicata al tema “Oltre ogni ostacolo – Terra e Mare per tutti”, ha riunito istituzioni, professioni e associazioni per discutere di accessibilità degli spazi e della mobilità

 

Nel suo intervento, il consigliere CNGeGL Michele Specchio ha posto l’attenzione sulle difficoltà che si presentano durante l’evacuazione: un ascensore che deve essere fermato, un percorso di fuga composto da scale o un dislivello possono diventare ostacoli insormontabili per chi ha difficoltà motorie. Anche i segnali luminosi e sonori, se non sono accessibili a tutte le persone, possono non fornire indicazioni utili a chi ha disabilità visive o uditive.

“Dobbiamo trovare soluzioni che garantiscano l’accessibilità sia in ingresso sia in uscita dagli edifici”, ha affermato il consigliere, indicando nell’integrazione tra competenze in materia di accessibilità e sicurezza una condizione essenziale per una progettazione completa. L’esodo inclusivo, come emerge dal discorso preparato per l’occasione, riguarda inoltre una platea più ampia delle sole persone con disabilità: può interessare, ad esempio, chi ha una limitazione temporanea, le persone anziane e chi non conosce l’edificio.

Nel confronto sui Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), il consigliere nazionale Michele Specchio ha richiamato la distanza ancora esistente tra norme e realtà e la complessità di individuare soluzioni adatte ai diversi contesti. Il dato riportato nel III Piano nazionale di azione sulla disabilità — secondo cui i Comuni che hanno adottato un PEBA sono stimati intorno al 10% — evidenzia la portata della sfida. Un PEBA efficace, secondo l’impostazione illustrata nel discorso preparato, deve andare oltre il censimento delle barriere e diventare uno strumento di programmazione: individuare priorità, interventi, costi e tempi, tenendo conto della continuità dei percorsi e dell’esperienza delle persone.

In questa prospettiva, il contributo dei tecnici è importante per collegare la norma alla sua applicazione sul territorio. Il consigliere nazionale CNGeGL Michele Specchio ha sottolineato anche il valore del confronto con le persone con disabilità e le loro associazioni, affinché le soluzioni siano definite a partire dai bisogni e dall’uso effettivo degli spazi.

In chiusura, il consigliere nazionale CNGeGL Michele Specchio ha ribadito la disponibilità dei geometri ad affiancare le realtà impegnate sui temi sociali, richiamando la responsabilità dei professionisti nel contribuire alle sfide che riguardano la collettività.

Nel corso della stessa giornata è intervenuto dal palco anche il geometra Paolo Nicolosi, esperto della categoria sui temi dell’accessibilità, che ha approfondito lo stato di attuazione dei PEBA e la necessità di considerarli strumenti di programmazione. Il suo intervento è al centro di una news dedicata: per leggere, clicca QUI.