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Gli emendamenti della RPT al Decreto Sisma 2

27/02/2017

Gli emendamenti della RPT al Decreto Sisma 2

Sul “Decreto Sisma 2” - entrato in vigore lo scorso 9 febbraio 2017 e relativo ai nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli ultimi eventi sismici - si è svolta oggi l’audizione, presso gli Uffici di Presidenza riuniti della Commissione VIII (Ambiente) della Camera, alla quale ha preso parte la Rete delle Professioni Tecniche. La delegazione composta da Armando Zambrano (Coordinatore RPT e Presidente CNI), Andrea Sisti (Segretario Tesoriere RPT e Presidente CONAF), Giampiero Giovannetti (Consigliere RPT e Presidente CNPIePIL), Francesco Violo (Consigliere Segretario CNG) ed Enrico Rispoli (Consigliere CNGeGL), ha condiviso l’impostazione complessiva del provvedimento segnalando alcune importanti criticità, per le quali sono state messe a disposizione delle osservazioni e delle proposte di modifica al provvedimento. 


Tra le proposte avanzate è stato sottolineato dalla Rete delle Professioni Tecniche come, l’affidamento degli studi di microzonazione sismica di livello III, debba interessare professionisti iscritti all’albo professionale con particolare e comprovata esperienza in materia di prevenzione sismica. Inoltre, RPT propone di utilizzare un approccio che garantisca la multidisciplinarietà per il potenziamento di personale tecnico a supporto dei comuni. Altra importante proposta è il riconoscimento di un rimborso per il mancato guadagno giornaliero per tutti i professionisti impegnati per almeno 10 giornate lavorative nelle zone colpite dal sisma. Per tali attività, RPT ha proposto un contributo fisso nella misura di 90 euro al giorno.
 
C’è poi un altro tema assai importante per i professionisti tecnici: la possibilità per le Società di ingegneria di intervenire nella progettazione di edifici privati, oltre che di edifici pubblici. A questo proposito, RPT ha ribadito le evidenti criticità determinate da qualunque intervento normativo che apra il mercato privato – anche quello della ricostruzione – alle società di ingegneria che, come noto, non hanno gli stessi obblighi degli studi professionali e delle società tra professionisti.
 
Infine, in merito al limite degli incarichi, fissato nel numero di 30, se da un lato RPT ne condivide l’introduzione per evitare la concentrazione di incarichi, dall’altro canto ha ribadito l’opportunità di innalzarne il limite per le relazioni specialistiche, come già concordato nelle precedenti riunioni con la Struttura commissariale, pur non avendone ancora ricevuto riscontro.