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Essere geometra è equilibrio tra pragmatismo e operatività

23/10/2017

Essere geometra è equilibrio tra pragmatismo e operatività

Il geometra, ed ingegnere, Danilo Vienna, iscritto al Collegio Geometri della provincia di Rimini, ci racconta la sua esperienza formativa e la sua particolare specializzazione in acustica ambientale

Qual è stato il suo percorso di studi? Cosa ne pensa delle nuove opportunità di studio offerte ai futuri geometri dai Corsi di Laurea specialistici attivati in alcune province italiane, tra le quali c’è anche Rimini?

Il mio percorso di studi è stato il seguente: prima ho frequentato l’ex - ITG “Belluzzi” nella mia città e poi la facoltà di Ingegneria Edile a Bologna. Studiare per diventare geometra vuol dire incamminarsi in un sentiero multidisciplinare, che unisce la tecnica al “costruito”, quindi si impara quello che poi si va a vedere realizzato e all’epoca della mia scelta tutto questo lo trovai molto utile e interessante. Successivamente, essere un geometra ha influito tantissimo sul mio percorso formativo e poi professionale poiché l’esperienza scolastica del geometra aiuta ad aprire la mente ed insegna a rapportarsi con le persone, quindi ad avere un buon equilibrio tra pragmatismo e operatività.

I nuovi corsi di laurea professionalizzanti per geometri possono essere sicuramente un bagaglio in più per dare maggior spessore ad una figura professionale che molte volte viene ingiustamente sminuita, e che invece ha contribuito tantissimo a quello che oggi costituisce il patrimonio edilizio italiano. Se ai tempi della mia scelta formativa fosse esistito questo di corso di laurea molto probabilmente lo avrei seguito. Sono sicuro che possa aiutare i futuri geometri a definire meglio la loro strada professionale.

Quali sono i suoi ambiti di lavoro principali? Sappiamo che si è specializzato nel settore dell’acustica ambientale, perché e in che modo ha fatto questa scelta e di cosa si occupa nel dettaglio?

Dopo la laurea mi sono specializzato in acustica ambientale, quindi in tutto ciò che concerne lo studio dell’acustica nel vissuto quotidiano delle persone, e ho fatto una scelta ben precisa: avvicinarmi ad un mondo che mi ha sempre affascinato, il mondo dello spettacolo. Sono entrato in contatto con questo particolare ambiente andando ad operare nell’ambito delle commissioni comunali e provinciali di vigilanza, producendo tutti quei progetti che mettono insieme la multidisciplinarietà delle normative connesse al pubblico spettacolo, sia da un punto di vista strutturale che dal punto di vista della prevenzione incendi, della sicurezza generale per i partecipanti agli eventi e dell’acustica, soprattutto per quello che riguarda il rispetto dei limiti acustici nelle zone dove si svolgono gli eventi stessi. In pratica il mio lavoro all’interno di un concerto prevede il compito di “tradurre” in numeri il progetto del fonico della band e di verificare che questi stessi numeri non siano eccessivamente impattanti con quello che è il clima acustico della zona. In sostanza devo verificare che non si crei eccessivo disturbo.

Altro settore di mia specializzazione è la prevenzione incendi: faccio infatti parte della commissione “Prevenzione incendi” del Collegio di Rimini. In quell’ambito uno dei nostri compiti è prendere atto delle nuove normative, andare a capire se ci sono delle criticità, raffrontarci con altri ordini e collegi professionali per un utile confronto, dopodiché  tutti insieme ci rapportiamo come “consulta delle professioni” con il nostro referente in capo, nella fattispecie il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Connesse a queste attività di normativa andiamo poi anche a pianificare corsi di prevenzione incendi per gli iscritti e corsi di aggiornamento. Dove c’è confronto con i colleghi c’è sempre una crescita, per questo ritengo che la partecipazione alle Commissioni interne al Collegio mi abbia permesso di evolvermi e di migliorare sempre, sia come formazione che come esperienza professionale.

Che consigli darebbe ad un giovane che oggi vorrebbe intraprendere la carriera professionale del geometra?

Sicuramente gli consiglierei di specializzarsi in un dato ambito, di non cercare di essere un tuttologo. Quindi individuare uno dei tanti settori che la professione del geometra offre, crearsi una specifica competenza e specializzarsi in quello che si è scelto. E’ difficile portare avanti un po’ tutto. E per trovare la specializzazione giusta bisogna conoscerne tante, come se si fosse seduti ad una tavola imbandita con davanti 20 pietanze: si assaggiano un po’ tutte ma poi si finisce interamente solo quella che ci è piaciuta di più!

All’inizio del percorso formativo per diventare geometra è quasi impossibile sapere già con decisione cosa si vorrebbe fare nella vita, ma per un geometra le strade percorribili sono molte, non c’è solo quella dell’esercizio della libera professione. Poi molto dipende anche dalle singole persone, le scelte non sono sempre legate soltanto al titolo di studio. Ma una cosa è certa: la particolarità del diploma da geometra è senza dubbio l’apertura mentale, una attitudine che accompagna poi il professionista tecnico lungo tutta la sua attività lavorativa.