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L'opinione dei professionisti tecnici sul decreto Scia

04/10/2016

L'opinione dei professionisti tecnici sul decreto Scia

Durante l’ultima Audizione alla Camera per la Rete delle professioni tecniche, a proposito dello schema di decreto legislativo che il Governo si appresta a varare in materia di SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività), sono emerse alcune criticità 


Piena condivisione quanto all'intento generale di semplificare le procedure in ambito edilizio, ma qualche dubbio sulle previsioni specifiche contenute nello schema di decreto legislativo. Si può riassumere in questo modo il contenuto dell'Audizione della Rete delle professioni tecniche presso le commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati. I rappresentanti dei professionisti tecnici sono stati ascoltati lo scorso 30 settembre e hanno indicato quali siano – a loro avviso – le principali criticità palesate dall'attuale testo.

Oltre alle difficoltà dei professionisti a produrre la SCIA a causa di piccole difformità riscontrabili con l’elaborato tecnico assentito, e quindi alla necessità di distinguere tra abusi veri e propri e varianti non essenziali in termini di superficie e volume, è stato sollevato il tema del fascicolo del fabbricato, ritenuto uno strumento fondamentale al fine di verificare l'effettiva situazione strutturale degli immobili esistenti.

Con riferimento alla semplificazione delle pratiche catastali, i professionisti tecnici hanno rilevato come la norma che pone in capo ai Comuni l’espletamento delle pratiche catastali risulti inapplicabile a causa della complessità e dell’onerosità delle procedure. In questo senso, hanno chiesto che ai comuni venga invece riservato un ruolo di mero controllo.

“Nella bozza di decreto” – ha commentato Cesare Galbiati, Consigliere nazionale del CNGeGL – “viene ripresa la norma c.d. di accatastamento ai Comuni che si è dimostrata inapplicabile, tant'è che già in 10^ Commissione al Senato è stato approvato un emendamento finalizzato a modificare la sua irragionevole formulazione, ed abbiamo quindi chiesto di non reiterare quello che riteniamo sia un errore”.

A proposito della semplificazione degli interventi di bonifica, la Rete delle professioni tecniche ha rilevato come tale intervento sia rivolto, di fatto, esclusivamente ai grandi siti, senza includere quelli ordinari. Infine sul tema della manutenzione straordinaria i professionisti tecnici è stata messa in evidenza una contraddizione introdotta dallo “Sblocca Italia”. Da una parte, infatti, si fanno rientrare nella manutenzione straordinaria anche gli interventi di frazionamento o accorpamento, mentre dall’altra non è stata prevista.