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La riforma del Codice degli Appalti, il contributo della Rete delle Professioni Tecniche

21/11/2018

La riforma del Codice degli Appalti, il contributo della Rete delle Professioni Tecniche

Da tempo attesa, la riorganizzazione dei contratti punta a migliorare la normativa per un rilancio del settore dei lavori pubblici.
Elencati i principi fondamentali a cui dovrebbe ispirarsi la riorganizzazione del settore, secondo la Rete delle Professioni Tecniche. Nel corso dell’ultima audizione all’VIII Commissione Lavori Pubblici del Senato, i rappresentanti RPT hanno ribadito l’urgenza di incidere su alcuni punti fondamentali: centralità del progetto, rilancio dei concorsi di progettazione a due gradi, abbandono dell’appalto integrato, abolizione dell’accordo quadro per i servizi di architettura e ingegneria, estensione della valutazione curriculare all’intera carriera dei professionisti (eliminando ogni limitazione temporale), ripristino di un regolamento di attuazione unico a supporto del Codice, superando la soft-law che non ha dato i risultati sperati.
Richiesta, infine, una cabina di regia per la programmazione e la gestione di un fondo di rotazione, sempre più indispensabile per finanziare la prima fase della progettazione.
La Commissione, presieduta dal Senatore Mauro Coltorti, ha risposto fattivamente alle istanze della Rete dimostrando una immediata disponibilità al confronto.
In rappresentanza del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati è intervenuto il Consigliere Pasquale Salvatore che, in particolare, ha sottolineato la necessità di adeguare il sistema tecnologico (sia per l'hardware, sia per il software) degli enti, mettendo in evidenza le difficoltà correlate agli adempimenti burocratici previsti per l’attuazione del Codice. “Le procedure - ha spiegato - si rallentano a causa delle numerose verifiche che, se fatte a monte delle gare e con un metodo più innovativo, permetterebbero una notevole riduzione dei tempi. La soluzione - aggiunge - potrebbe essere una banca dati con le posizioni degli operatori (dai tecnici alle imprese) che, se in regola con i requisiti avrebbero di fianco, un pallino verde e, diversamente, uno di colore rosso. Una sorta di filtro preventivo”.

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