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Piano Casa 2026, RPT in audizione: “Serve un approccio strutturale”

21/05/2026

Piano Casa 2026, RPT in audizione: “Serve un approccio strutturale”

La Rete delle Professioni Tecniche, ascoltata dalle Commissioni parlamentari sul decreto-legge n. 66/2026, ha espresso apprezzamento per il provvedimento, indicando correttivi e proposte per rafforzarne efficacia, sostenibilità e attuazione sui territori


Il Piano Casa 2026 rappresenta un intervento importante per affrontare l’emergenza abitativa, ampliare l’offerta di alloggi, sostenere il recupero del patrimonio edilizio esistente e promuovere nuovi programmi di rigenerazione urbana. È quanto sottolineato dalla Rete delle Professioni Tecniche nel corso dell’audizione del 19 maggio presso le competenti Commissioni parlamentari, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante “Piano Casa 2026”.

A rappresentare la RPT sono intervenuti Sergio Comisso, dell’Ordine dei Periti Industriali, e Daniele Mercuri, dell’Ordine dei Geologi, che hanno illustrato osservazioni e proposte finalizzate a rafforzare l’efficacia delle misure previste dal provvedimento.

Nel corso dell’intervento, Rpt ha espresso apprezzamento per l’obiettivo del decreto, evidenziando tuttavia la necessità di accompagnare le misure con una strategia più ampia e strutturale. Il tema della casa, secondo la RPT, non può essere affrontato solo in termini quantitativi, ma richiede una visione integrata capace di tenere insieme rigenerazione urbana, sicurezza del patrimonio edilizio, sostenibilità ambientale, pianificazione territoriale e qualità del costruito.

Particolare attenzione è stata posta al recupero e alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, elemento centrale per contenere il consumo di suolo e favorire processi di riqualificazione urbana. In questo quadro, la RPT ha richiamato l’esigenza di integrare le politiche abitative con gli interventi di efficientamento energetico, mitigazione del rischio sismico e idrogeologico e sostenibilità ambientale.

Tra i punti evidenziati anche la necessità di procedure amministrative più chiare e coordinate, di un quadro regolatorio stabile e del pieno coinvolgimento delle competenze tecniche professionali nelle fasi di programmazione, progettazione e attuazione degli interventi. In particolare, la Rete ha proposto l’introduzione di un criterio direttivo di sussidiarietà, volto a riconoscere e valorizzare il ruolo dei liberi professionisti tecnici e degli Ordini e Collegi professionali dell’area tecnica nei procedimenti previsti dal decreto.

RPT ha, infine, ribadito la propria disponibilità a collaborare con Parlamento e Governo per definire strumenti operativi capaci di coniugare accelerazione delle procedure, qualità degli interventi, continuità degli investimenti e tutela dell’interesse pubblico.