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FIABADAY, il PEBA non è un fine, ma uno strumento di programmazione

04/10/2026

FIABADAY, il PEBA non è un fine, ma uno strumento di programmazione

A quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo di adottare i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), la loro diffusione nei Comuni italiani resta limitata. È il quadro richiamato da Paolo Nicolosi, geometra esperto della categoria sui temi dell’accessibilità, intervenuto dal palco del FIABADAY 2026, il 4 ottobre 2026, in Piazza Colonna, a Roma. Promossa da FIABA ETS, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e dedicata al tema “Oltre ogni ostacolo – Terra e Mare per tutti”, l’iniziativa ha riunito istituzioni, professioni e associazioni per discutere di accessibilità degli spazi e della mobilità

 

 

Paolo Nicolosi ha citato i risultati di un monitoraggio indipendente condotto nel 2026 su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma: 43, pari al 36,4%, risultano dotati di un PEBA pienamente approvato. Per l’insieme dei quasi 8.000 Comuni italiani, ha ricordato, le stime disponibili indicano che solo il 15% ne sarebbe dotato. Dati che, a suo avviso, segnalano una distanza ancora ampia tra gli obblighi normativi e la loro attuazione.

Tra le criticità individuate - e ricordate dal relatore - figurano la frammentazione delle norme e delle procedure, l’assenza per lungo tempo di un monitoraggio nazionale, la carenza di risorse e la limitata capacità tecnica e organizzativa di molti enti, soprattutto dei Comuni più piccoli. Paolo Nicolosi ha richiamato anche la barriera culturale: l’accessibilità viene ancora associata spesso al superamento del gradino o alla realizzazione di una rampa, mentre riguarda anche le dimensioni sensoriali, cognitive e comunicative e le esigenze temporanee delle persone.

“Il PEBA non è un fine, ma uno strumento di programmazione - ha sottolineato l’esperto - la sua efficacia dipende, quindi, dalla capacità di passare dalla rilevazione delle criticità alla realizzazione degli interventi, con priorità, risorse e tempi definiti. Un piano approvato ma lasciato in un cassetto - conclude - non consente di rimuovere le barriere né di migliorare concretamente la fruibilità degli spazi”.

Nel discorso preparato per l’occasione, Paolo Nicolosi ha, infine, richiamato il contributo della collaborazione tra CNGeGL e FIABA alla diffusione della cultura dell’accessibilità, attraverso iniziative rivolte sia agli studenti sia ai professionisti. Tra queste, il concorso nazionale “I futuri geometri progettano l’accessibilità”, giunto nel 2026 alla quattordicesima edizione, e la formazione specialistica sull’Universal Design.

Dal palco del FIABADAY è intervenuto anche Michele Specchio, consigliere CNGeGL, che ha richiamato la necessità di integrare accessibilità e sicurezza, con particolare attenzione alla possibilità di evacuare gli edifici in condizioni di sicurezza. Il suo intervento è approfondito in una news dedicata: per leggere, clicca QUI.