HeaderArchivioNews

NEWS

Archivio news (2020-2014)

アセットパブリッシャー

Gli italiani tornano a investire sulla casa

12/05/2016

Gli italiani tornano a investire sulla casa

L’Osservatorio del Mercato Immobiliare condotto dall’Agenzia delle Entrate con la collaborazione di ABI ha promosso la presentazione del “Rapporto Immobiliare residenziale 2016”. All’incontro hanno preso parte il Direttore Generale ABI Giovanni Sabatini, il Vice Direttore Generale Agenzia delle Entrate Gabriella Alemanno, il Vice Direttore CRESME Francesco Toso e il Presidente di Scenari Immobiliari Mario Breglia


Gli italiani tornano a investire sulla casa. E il mercato delle abitazioni accelera la ripresa segnando nel 2015 un +6,5% rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 449mila unità compravendute. A fare da traino sono soprattutto le compravendite nei comuni capoluogo e nelle aree del nord, specie nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. Aumenta anche il ricorso ai mutui per l’acquisto della casa, grazie anche al trend positivo dell’indice di affordability, che misura la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto di un’abitazione e che a fine 2015 segna un miglioramento di 2,1 punti percentuali segnando un nuovo massimo storico.
 
Sono alcuni dei dati del Rapporto Immobiliare Residenziale 2016, lo studio realizzato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, che analizza l’evoluzione delle compravendite del settore residenziale e che quest’anno si arricchisce anche di una parte dedicata alle locazioni.
 
Durante la presentazione dell’Osservatorio, il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli ha messo in evidenza come “la chiave di lettura di questo dinamismo sia la trasparenza che sta via via caratterizzando il mercato. Oltre alla perequazione, un nuovo quadro della fiscalità relativa all’immobile potrebbe favorire ulteriormente il crescendo che il Rapporto Immobiliare Residenziale ha messo in evidenza. Misure come gli incentivi fiscali per la ristrutturazione e per la riqualificazione energetica dovrebbero diventare strutturali per favorire una previsione a medio e lungo termine”.