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La laurea abilitante è legge

Per Maurizio Savoncelli, Presidente del CNGeGL, la legge offre un contributo di chiarezza alla definizione univoca dei profili professionali: “Le nuove classi di laurea consentiranno l’iscrizione ai soli albi relativi alle professioni stabilite per legge, e non più a quelli junior o di altre professioni” 



È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 8 novembre 2021n. 163 recante “Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti”, in vigore dal 4 dicembre: si pongono finalmente le premesse per fare compiere al Paese un deciso passo in avanti verso la riduzione dei tempi di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

La legge dà attuazione alla “Riforma delle lauree abilitanti per determinate professioni” previste nella Missione 4 Istruzione e Ricerca del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il cui obiettivo dichiarato è la “semplificazione delle procedure per l’abilitazione all’esercizio delle professioni, rendendo l’esame di laurea coincidente con l’esame di stato, con ciò semplificando e velocizzando l’accesso al mondo del lavoro”.

Il nuovo modello di abilitazione si applicherà ad una serie di classi di laurea e relative professioni, inclusa la LP-01 “Professioni tecniche per l’edilizia e il territorio”, che abiliterà alla professione di geometra laureato

Entrando in vigore il prossimo anno, la riforma comincerà a produrre i suoi effetti in ambito accademico dal 2024/2025, senza tuttavia alterare il tradizionale percorso di accesso alla professione di geometra: quello disegnato dalla legge n. 163 sarà infatti alternativo - e non sostitutivo -  di quelli attualmente vigenti per l’iscrizione all’albo, e rimarrà tale per un periodo di tempo sufficiente a non modificare l’iter e la durata del percorso formativo scelto da chi, nei prossimi anni, si iscriverà agli istituti tecnici indirizzo Costruzione, Ambiente e Territorio. A tendere e nel lungo periodo, invece, sarà questa la via maestra di iscrizione all’albo, anche a fronte della diffusione e del consolidamento del nuovo percorso su base nazionale.

Per consentire un approfondimento di questi ed altri aspetti specifici vi rimando alle FAQ in calce, ma non prima di avere espresso la grande soddisfazione per il varo di un provvedimento che deve molto al contributo offerto dalla categoria dei geometri, che già nel 2015 propose una riforma del percorso di accesso basata su tre pilastri: un piano di studio fortemente orientato alla professione, la previsione di attività laboratoriali da svolgersi anche presso gli istituti tecnici ad indirizzo CAT, la possibilità di svolgere attività di tirocinio in contesti lavorativi reali tra i quali studi tecnici convenzionati con i Collegi professionali.

Il nostro impianto metodologico, oltre ad essere ripreso nei DDL “Disciplina della professione di geometra e norme per l’adeguamento delle disposizioni concernenti le relative competenze professionali” presentati alla Camera e al Senato (rispettivamente nella 17° e 18° legislatura), ha rappresentato un punto di partenza dei provvedimenti che hanno portato all’introduzione delle lauree professionalizzanti dall’anno accademico 2018-2019: il decreto Giannini 987/2016, il decreto Fedeli 935/2017,  il decreto Bussetti 6/2018, il decreto Manfredi 446/2020 (che ha definito le nuove classi di laurea ad orientamento professionale, tra le quali la suddetta LP-01) e, infine, il disegno di legge 2751 recante disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti.

Una soddisfazione ancora più grande (se non maggiore) è pensare che il nostro impegno è prima di tutto al servizio dei giovani, il cui ingresso rapido ed immediato nel mondo del lavoro è condizione ineludibile sia per abbattere un tasso di disoccupazione giovanile ormai inaccettabile (poco al di sotto del 30%, secondo le ultime rilevazione dell’Istat), sia per garantire al Paese una crescita strutturale e duratura, che vada ben oltre il perimetro temporale definito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.  

 

FAQ

A.Quali sono i vigenti percorsi di accesso alla professione di geometra dopo il diploma?

1. Praticantato (18 mesi) + esame di abilitazione

2. Corso intensivo sostitutivo del praticantato (6 mesi, presso il Collegio dei Geometri) + esame di abilitazione

3. Laurea triennale nelle classi previste (comprensiva di tirocinio) + esame di abilitazione

4. Percorso ITS e IFTS + esame di abiltazione

 

B.Dopo il diploma rilasciato dall’istituto tecnico CAT, quali sono i percorsi universitari ai quali si può iscrivere lo studente?

Il diploma rilasciato dall’istituto tecnico indirizzo CAT consente allo studente di accedere a qualsiasi corso di laurea. Ciò nonostante, il percorso universitario che valorizza il sapere appreso è la laurea professionalizzante per geometri, un corso triennale attualmente inserito - in collaborazione con i Collegi provinciali dei Geometri e Geometri Laureati - nell’offerta accademica di vari atenei. Alla base di questa sinergia l’impulso della dirigenza territoriale di Categoria, il coinvolgimento delle scuole con i loro spazi, la decentralizzazione delle sedi universitarie e gli accordi con gli altri enti territoriali per un avviamento al lavoro in perfetta sintonia con il tessuto economico, con il risultato di poter ridurre le distanze favorendo al tempo stesso l’accesso agli studi ai giovani. A seguito della recente istituzione della classe di laurea a orientamento professionale in “Professioni tecniche per l’edilizia e il territorio” (LP 01), i sopra citati corsi universitari già avviati confluiranno direttamente nel nuovo percorso di studio, così come previsto dal decreto ministeriale (G.U. 12 agosto 2020).

 

C.Quali sono gli atenei che hanno inserito le lauree professionalizzanti per geometri nella loro offerta formativa? 

A tale proposito è stata elaborata una mappa degli atenei che hanno attualmente avviato il corso di laurea (clicca QUI). L’elenco è suscettibile di aggiornamenti in considerazione del costante interesse delle università e dei Collegi provinciali dei Geometri e Geometri Laureati.

 

D.Per poter svolgere la professione di geometra è obbligatorio conseguire la laurea professionalizzante del geometra?

No.

 

E.Ai fini della prosecuzione e dello svolgimento dell’esercizio della professione, per un iscritto all’albo nazionale è obbligatorio conseguire la laurea professionalizzante del geometra?

No.

 

F.Per chi ha conseguito la laurea professionalizzante del geometra a quale Ordine o Collegio professionale è possibile iscriversi dopo il superamento dell’esame di abilitazione?

La nuova LP-01, come previsto dalla legge 8 novembre 2021 n. 163 recante “Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti”, darà accesso immediato alla sola professione di geometra laureato.

 

G.Il superamento dell’esame di abilitazione è ancora imprescindibile per l’avviamento alla professione di geometra?

Si. il nuovo percorso, entrando in vigore il prossimo anno, dispiegherà i suoi effetti nel biennio 2024-2025.

 

H.È vero che senza il diploma di laurea non è più possibile iscriversi all’Albo nazionale?

No.

 

I.Al superamento di quale passaggio è attualmente subordinata l’iscrizione all’Albo nazionale?

L’esame di abilitazione.

 

L.Le quote di iscrizione alla categoria dei geometri sono più alte per il geometra laureato?

No.

 

M.Il versamento dei contributi alla cassa previdenziale aumenta per il geometra laureato?

No.

 

N.Per quali motivi è stata proposta dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati una riforma del percorso di accesso alla professione di geometra, avendo come riferimento l’impianto curriculare di una laurea triennale professionalizzante e abilitante?

Alla base del progetto vi è la necessità di far fronte a una serie di problematiche collegate alle riforme apportate negli ultimi venti anni alla scuola secondaria di secondo grado, all’università e al sistema di accesso alle professioni. Nella fattispecie: la riforma della scuola secondaria di secondo grado ha reso molto più “generalista” il percorso curriculare dell’istituto tecnico indirizzo CAT rispetto al precedente ITG (Istituto Tecnico per Geometri); l’introduzione del 3+2 ha consentito la nascita di lauree triennali non sempre focalizzate sulle esigenze del mercato, mancando l’obiettivo dell’occupabilità in tempi brevi e moltiplicando gli accessi alle diverse professioni; la proliferazione dei percorsi post-diploma per accedere all’esame di abilitazione è causa di una preparazione disomogenea e inefficace dei candidati. A ciò si aggiunga, inoltre, la necessità di adeguarsi alle raccomandazioni europee del 2005 e del 2013, che prevedono che tutti i professionisti italiani, così come avviene nei Paesi comunitari, debbano avere una formazione di livello accademico triennale.