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Mauro Alessandroni e Luciano Facelli, storie di GEOMETRI IN CAMPO

30/05/2016

Mauro Alessandroni e Luciano Facelli, storie di GEOMETRI IN CAMPO

Ecco due esperienze di professionisti che, con il loro impegno e il loro lavoro, hanno dimostrato e stanno dimostrando nel mondo quanto valga la scuola italiana. Il primo si chiama Mauro Alessandroni – e per circa due mesi – ha costantemente monitorato in condizioni di assoluta difficoltà il relitto della Costa Concordia al largo dell’Isola del Giglio, per consentire le operazioni di salvataggio e di messa in sicurezza. Il secondo si chiama Luciano Facelli e fa parte del team italiano che si sta occupando di costruire la nuova avveniristica metropolitana di Copenaghen. Qui i treni viaggeranno per tutta la città a 30 metri di profondità dal suolo. Geocentro Magazine li ha intervistati in un ampio servizio che vuole dare risalto alle attività degli iscritti. Chi altri vuole raccontarci la sua storia di GEOMETRA IN CAMPO?


Costa Concordia: storia di un monitoraggio
E’ la mattina del 14 gennaio del 2012 quando Mauro Alessandroni riceve una telefonata inattesa: lo aspettano immediatamente sull’isola del Giglio nelle cui acque è naufragata la sera prima la nave da Crociera Costa Concordia. La vicenda l’ha raccontata lo stesso diretto interessato sulle colonne di Geocentro, la rivista di settore che si occupa di quanto accade nel mondo dei geometri. Il suo è stato un ruolo praticamente invisibile agli occhi dei grandi media che per mesi hanno tenuto accesi i loro riflettori sulla tragedia ma, in realtà, di fondamentale importanza. Con l’aiuto, in particolare, del collega Attilio Benedetti e del tecnico Andrea Vannucci, Alessandroni si è occupato per due mesi di monitorare ogni impercettibile movimento del relitto, prima in modo da consentire il compimento delle operazioni di salvataggio e dopo così da permettere la messa in sicurezza della nave. Un’attività molto complessa, considerato che la Costa Concordia era adagiata in circa 25 metri d’acqua, su un fondale roccioso che era però in forte pendenza verso un fondo di 80 metri. Preso atto dei vari problemi – dettati anche dall’emergenza – che impedivano di svolgere il monitoraggio secondo i metodi classici, Alessandroni ha scelto di optare per un’altra soluzione: posizionare una stazione totale sulla scogliera di fronte alla nave e fissare dei prisma riflettenti sulle strutture della stessa. Racconta il geometra: “Dopo aver montato la stazione totale, con l’aiuto del gommone dei vigili del fuoco, ho posizionato due prisma (una a prua ed una a poppa della nave). Da quel momento ho iniziato a rilevare i due prisma ad intervalli di 10 minuti”. Un lavoro che sarebbe proseguito per altri due mesi tra difficoltà di tutti i tipi, da quelle di carattere meteorologico a quelle riguardanti la strumentazione. Un’esperienza che Alessandroni definisce “molto forte sia sotto il profilo fisico per la fatica di eseguire ininterrottamente per due mesi il monitoraggio (in semiautomatico), sia sotto il profilo professionale”. Il contesto in cui si è trovato a operare era di oggettiva difficoltà, “in un momento di grande tensione, senza nessuna possibilità di aiuto esterno ed in mancanza di mezzi che in quella circostanza erano di difficile reperibilità”. Good job Geometra!
 
Copenaghen: la realizzazione della nuova metropolitana
Geometra, esperto di topografica, con una forte propensione all’innovazione e alle sfide. Potrebbe essere questa in poche parole la descrizione professionale di Luciano Facelli, la cui storia è raccontata da Geocentro, la rivista di settore che si occupa di quanto accade nel mondo dei geometri. Facelli è stato tra i primi in Italia ad avere l’intuizione di costituire – già nel 1986 – uno studio di geometri associati. Una forma societaria – sottolinea il diretto interessato –  che dà ad ognuno dei componenti dello studio “la possibilità di avvalersi della reciproca collaborazione e specializzarsi nella propria materia, oltre che dotarsi di moderne attrez
zature e creare nuove sinergie atte a garantire un’assistenza precisa e competente, anche per lavori di notevole entità e complessità tecnica, fornendo un servizio accurato e tecnologicamente all’avanguardia”. Ed è anche grazie al valore aggiunto che questa esperienza gli ha fornito che Facelli è riuscito a partecipare alla realizzazione di importanti opere come la nuova linea di metropolitana automatica di Torino. Impegno, quest’ultimo, che certamente gli sta risultando utile adesso, che si sta occupando della costruzione della nuova metropolitana di Copenaghen nell’ambito del progetto Cityringen. L’opera – con due tunnel da 17,4 chilometri di lunghezza ciascuno e 17 nuove stazioni situate a 30 metri di profondità dal piano stradale – è stata aggiudicata dal raggruppamento di imprese Ansaldo-Salini-Impregilo. Un grande progetto che dimostra quanto siano apprezzati nel mondo i geometri italiani. Racconta Facelli: “In questi primi mesi ho ricevuto con grande soddisfazione, l’apprezzamento da parte del Committente, delle capacità tecniche e dell’efficienza di noi geometri italiani nel campo della topografia, così come delle nostre imprese che da sempre si distinguono in tutto il mondo per la realizzazione di grandi opere di ingegneria”. Parole che devono servire da stimolo per quanti svolgono questa professione in Italia e, soprattutto, per le istituzioni, chiamate a mettere in campo azioni concrete che consentano alla nostra economia di rilanciarsi anche grazie al plusvalore generato dai geometri.


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