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Sull’equo compenso è necessaria una legge

03/05/2017

Sull’equo compenso è necessaria una legge

Il Comitato Unitario delle Professioni e la Rete delle Professioni Tecniche, rappresentati da Marina Calderone e Armando Zambrano, ha incontrato il Ministro Ministro del Lavoro Giuliano Poletti per approfondire le sempre più frequenti distorsioni del mercato, registrate a seguito della liberalizzazione e della cancellazione di ogni riferimento normativo - anche solo orientativo - sui compensi dei professionisti

“Finalmente ‘la politica’ ha aperto un dialogo per l'introduzione del concetto di equo compenso”. Con queste parole, il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli ha sottolineato l’importanza dell’incontro che si è tenuto con il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e Marina Calderone e Armando Zambrano, in rappresentanza del Comitato Unitario delle Professioni e la Rete delle Professioni Tecniche. “Ciò non vuol dire reintrodurre le tariffe minime obbligatorie ma significa riconoscere che, per lo svolgimento di una prestazione professionale di qualità, il riconoscimento di un equo compenso parametrato è obbligatorio”.

Durante l’incontro è stato segnalato al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che la prestazione di opera professionale trova, come nel lavoro subordinato, “nel giusto compenso” un canone generale che accompagna sempre la legislazione giuslavoristica. L’abolizione delle tariffe non ha fatto venir meno la necessità di continuare ad applicare detto principio nell’ambito dei rapporti di lavoro autonomo professionale. Negli ultimi mesi Cup e Rpt hanno affrontato la questione a più riprese, nell’ambito delle varie audizioni svolte in Parlamento e nei contributi documentali inviati agli organi decisori della Repubblica. La giusta attenzione nei confronti dei compensi professionali rappresenta per gli iscritti agli Albi un punto nodale: sia per quanto attiene all’aspetto economico, sia per una effettiva ed efficace tutela della committenza, a cui si aggiunge il rispetto della dignità professionale dei liberi professionisti. 

In precedenza, in rappresentanza della Rete delle Professioni Tecniche il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli era intervenuto all’audizione nella XI Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati sul Disegno di legge sul lavoro autonomo (QUI la news). Anche in quella occasione, aveva evidenziato quanto fosse fondamentale - nella messa a punto dell’impianto normativo – la presenza dei riferimenti chiari a dei parametri e a degli standard di qualità perché la comparazione di alcune prestazioni e offerte siano fatte a parità di misure e sulla base di solidi documenti. “Il nostro obiettivo - sono state le sue parole - è rendere edotto chi deve conferire un incarico. Qual è l’oggetto dell’incarico e qual è il giusto compenso. Nei lavori pubblici c’è un capitolato d’appalto e una gara, e la stazione sa perfettamente cosa sta appaltando; anche per i privati è importante che ci sia una chiara ed evidente connotazione tra ciò che si chiede e ciò che si sta pagando. Il cittadino non riesce a cogliere se quello che gli viene chiesto è poco, troppo o congruo, rispetto all’attività svolta”.


QUI il comunicato stampa congiunto Cup e Rpt