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Riforma del TUE, il ruolo e il contributo della rappresentanza istituzionale a tutela dei cittadini e dei professionisti
Riforma del TUE, il ruolo e il contributo della rappresentanza istituzionale a tutela dei cittadini e dei professionisti

Il convegno “La riforma del T.U. dell’edilizia e delle costruzioni”, promosso dalla Federazione Toscana Geometri e dal Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Firenze, si è svolto il 10 aprile 2026, con la partecipazione in presenza e da remoto di circa 700 professionisti tecnici. Per il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati hanno preso parte ai lavori i consiglieri Maria Alfiero e Marco Vignali, portando il contributo istituzionale sui principali nodi della riforma in atto
Negli ultimi due anni il quadro normativo in materia edilizia e urbanistica ha attraversato una stagione di forte instabilità, segnata dal susseguirsi di provvedimenti su Salva Casa, rigenerazione urbana, delega di riforma del Testo Unico dell’edilizia, codice dei beni culturali e altre misure collegate.
Questa fase – che si ricorda principalmente per il clamore mediatico di alcuni titoli – si è distinta, in realtà, per l’intenso presidio tecnico e istituzionale quotidianamente portato avanti dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, in termini di audizioni parlamentari, partecipazione ai tavoli tecnici, riunioni con il MIT – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l’INU – Istituto Nazionale di Urbanistica, dialoghi continuativi con l’intergruppo parlamentare “Progetto Italia” e con il sistema delle professioni tecniche. A questo, si è aggiunta una assidua presenza sul territorio, in occasione di iniziative e dibattiti organizzati sul tema.
Da questa premessa è scaturita la centralità dell’intervento del consigliere CNGeGL Maria Alfiero, che ha riguardato, in particolare, l’attività della Commissione Nazionale Edilizia e Urbanistica; un gruppo di lavoro che non si limita a commentare i testi normativi, ma li analizza, li seziona e li ripropone emendati “comma per comma”, per intercettare criticità, ambiguità e rischi interpretativi nascosti. Un operato che ha la finalità fondamentale di favorire l’intervento del professionista e, concretamente, si traduce nel possibile inserimento di un comma, nella auspicata soppressione di una frase ambigua, nel corretto coordinamento di un rinvio normativo.
A tale proposito, i casi illustrati a Firenze sono stati molto concreti. Nel caso del DDL Paesaggistica, è stata valorizzata l’importanza del coordinamento della norma con il DPR 380/2001, considerato essenziale per dare certezza alle sanatorie in ambito paesaggistico introdotte dal Salva Casa. Fra i diversi interventi richiamati, sempre relativamente al Salva Casa, è stato chiarito come la riscrittura di una formulazione generica possa permettere l’eliminazione di dubbi interpretativi. È stato, inoltre, evidenziato l’impegno per la modifica dei testi oggi in discussione sulla regolarizzazione di vecchie difformità che, se approvati senza correttivi, porterebbero a una probabile inapplicabilità pratica del provvedimento.
Il concetto emerso con più forza è stato questo: il valore della rappresentanza di categoria risiede anche nel “presidio puntuale” delle proposte normative, affinché approdino in testi davvero applicabili. Questo è il primo elemento che garantisce la “tutela quotidiana” del geometra libero professionista, anche sul piano della responsabilità civile e penale. Il futuro della professione si costruisce “riga per riga”.
“Il punto centrale è che la professione deve essere salvaguardata prima di tutto nella scrittura delle norme. Non basta presidiare i tavoli istituzionali – ha commentato il consigliere CNGeGL Maria Alfiero - occorre entrare nel merito dei testi, correggere ambiguità, coordinare i richiami normativi e prevenire quelle incertezze che poi ricadono sui professionisti e sui cittadini. Un’attenta analisi, spesso invisibile, che il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati porta avanti ogni giorno: proponendo modifiche alle norme in discussione per tradurle in regole più chiare, applicabili e sicure per l’attività dei geometri liberi professionisti”.
Sullo stato legittimo dell’immobile, i punti irrisolti e le proposte di modifica, si è incentrata la seconda parte del convegno, costituita da una tavola rotonda a cui ha preso parte il consigliere CNGeGL Marco Vignali, che ha approfondito i temi della riforma, concentrandosi sulla definizione di “stato legittimo dell’immobile” di cui all’articolo 9-bis del Testo Unico. Un aspetto nodale che, alla luce di recenti indirizzi giurisprudenziali e dei disegni di legge oggi in discussione presso la VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) della Camera dei Deputati, richiede interventi normativi chiari e coordinati.
Con riferimento al testo del DDL 2826 di proposta governativa, il relatore ha evidenziato la necessità di un’espressa inclusione dei titoli edilizi formatisi anche per silenzio assenso, ancorché non verificati dal Comune (SCIA), ribadendo al contempo l’esigenza di escludere l’asseverazione dello stato legittimo da parte del professionista — posizione espressa con estrema chiarezza già nel convegno del 18 marzo 2026, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, e nella dichiarazione pubblicata sul Sole 24 Ore del giorno seguente.
Sul tema dell’inclusione dei condoni edilizi, tra i titoli che contribuiscono a formare lo stato legittimo, è stato sostenuto che l’attuale formulazione dell’articolo 9-bis li ricomprende — laddove afferma che lo stato legittimo è “quello stabilito dal titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione o che ne ha legittimato la stessa” — sebbene questo avvenga attraverso una scrittura giudicata “inappropriata”. La Legge di Bilancio 2026 ha tentato di rimediare con il comma 23 dell’articolo 1, adattando il DL 70/2011 (rigenerazione urbana) anziché, come sarebbe stato preferibile, intervenendo direttamente sull’articolo 9-bis.
Proseguendo, l’esposizione ha sottolineato la necessità di uniformare a livello nazionale i principi in materia edilizia: sullo stato legittimo, per esempio, la Regione Emilia Romagna va oltre il Testo Unico, includendo espressamente i condoni, mentre la gran parte delle altre regioni italiane fa riferimento diretto alla norma nazionale, con evidenti differenze applicative.
Tra i molteplici aspetti da valutare sui testi attualmente all’attenzione della commissione parlamentare, sono stati evidenziati: la definizione dei titoli edilizi (il testo “Mazzetti” non indica la CILA, mentre quello governativo la ricomprende), la regolarizzazione degli immobili realizzati antecedentemente al 1° settembre 1967 e la classificazione delle difformità.
In chiusura, raccogliendo il filo conduttore già tracciato dal consigliere CNGeGL Maria Alfiero, l’attenzione è stata portata sull’articolo 4, lettera n), punto 8, del DDL 2826, che riprende le novità introdotte dal Salva Casa per la regolarizzazione delle difformità non totali a un titolo edilizio rilasciato, applicando la doppia conformità semplificata (o asincrona), ma introducendo comunque una doppia conformità sismica. Questo aspetto, pur corretto nei principi — essendo volto alla sicurezza — risulta nella pratica difficilmente attuabile, se non attraverso interventi radicali sugli immobili, rendendo di fatto inapplicabile la regolarizzazione asincrona appena introdotta, con gravi ripercussioni sul recupero del patrimonio esistente. In sintesi, una radicale modifica della norma che il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati ritiene necessaria.
“La definizione di stato legittimo dell’immobile resta il nodo più critico dell’intera riforma – ha ribadito il consigliere CNGeGL Marco Vignali - i testi oggi in discussione contengono disposizioni che, così formulate, rischiano di rendere inutili gli strumenti di regolarizzazione appena introdotti. La nostra posizione è chiara: occorre intervenire sull’articolo 9-bis in modo diretto e inequivocabile, eliminare l’asseverazione professionale dello stato legittimo e introdurre una disciplina che garantisca uniformità applicativa su tutto il territorio nazionale. Non si tratta di tecnicismi: si tratta di tutelare professionisti e cittadini da norme inattuabili.”