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Valutatori immobiliari, lavoro più complesso e compensi ancora troppo bassi

09/02/2026

Valutatori immobiliari, lavoro più complesso e compensi ancora troppo bassi

Il Sole 24 Ore pubblica oggi un focus (Professioni 24, pag. 12) da cui emergono criticità su equo compenso, tutele e ruolo dei tecnici nelle perizie per il credito. Per il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati è stato intervistato il presidente Paolo Biscaro

 

Il numero odierno del quotidiano economico finanziario dedica un approfondimento - curato dalla giornalista Maria Chiara Voci – alle consulenze dei valutatori immobiliari, evidenziando come le responsabilità di geometri, architetti, ingegneri, periti e agronomi impegnati nelle perizie per le banche siano cresciute in modo significativo, mentre i compensi restano ancora troppo bassi rispetto alla complessità degli incarichi.

Secondo l’indagine diffusa dalla neonata Associazione Nazionale Valutatori Immobiliari (ANVI), a fronte di un costo medio per il cliente di circa 350 euro a perizia, al professionista arrivano in media solo 65 euro, Iva e spese incluse.

L’articolo ricorda che, inoltre, il valutatore oggi deve stimare non solo il valore di mercato dell’immobile, ma anche verificare conformità urbanistica, prestazioni energetiche, rischi fisici legati ai cambiamenti climatici e applicare i modelli di property value previsti dalla regolamentazione CRR3-CRD6, che introducono la logica del valore prudenziale in chiave prospettica.

In questo quadro, la Legge 49/2023 sull’equo compenso e le Linee Guida ABI 2024 richiamano il principio di compensi proporzionati all’importanza, alla qualità e alla complessità delle prestazioni professionali, pur rimettendo la definizione degli importi all’autonomia negoziale delle parti.

Nel testo pubblicato viene riportata, fra le altre, la posizione del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati. Il presidente Paolo Biscaro sottolinea che con le società di valutazione “è stato avviato un confronto per la definizione di un prontuario condiviso delle prestazioni peritali e dei relativi compensi. Tutto si è però bloccato perché le banche hanno continuato a proporre bandi al ribasso, a cui i provider hanno risposto”. Una dinamica che, anche secondo gli Ordini e le associazioni citate, rischia di comprimere ulteriormente il riconoscimento economico e il valore delle competenze tecniche chiamate a presidiare la qualità delle perizie a tutela del sistema del credito e dei cittadini.