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Rendere il territorio meno vulnerabile

03/11/2016

Rendere il territorio meno vulnerabile

Il Rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone sottolinea l'esigenza di una cultura della fragilità del territorio in un focus sulle possibili misure di prevenzione da attuare urgentemente 

Mentre la macchina delle emergenze procede il suo cammino senza sosta, il referente del Governo per il progetto "Casa Italia" si proietta nel futuro e, in una visione di maggiore respiro, avvia una debita riflessione sulla necessità di essere ben presto pronti anche a prevenire le catastrofi (QUI la sua intervista). Giovanni Azzone, Rettore del Politecnico di Milano, non ha dubbi: "il territorio è bello e fragile e il nostro obiettivo è ora renderlo meno vulnerabile". "Il primo passaggio è la mappatura del rischio che includa non solo il sisma, bensì anche il rischio idrogeologico, con frane e alluvioni, il rischio chimico e quello vulcanico". L'evidente riferimento a un passaggio decisivo, un cambio di mentalità che si pone all'attenzione di tutti, trova conferma nelle successive dichiarazioni di Giovanni Azzone, che nella definizione della vulnerabilità precisa che non può essere considerato un parametro assoluto, ma va messo sempre in relazione alle caratteristiche di ogni porzione di territorio".

Su questi aspetti fondanti per un progetto di ricostruzione necessario al nostro Paese si era espresso anche il gruppo di lavoro della Rete delle Professioni Tecniche, a cui fa capo anche CNGeGL insieme agli altri Ordini Professionali, in occasione dell'incontro di consultazione con il Premier Matteo Renzi per la presentazione di un piano nazionale di prevenzione (QUI la news).