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Come valutare una rettifica catastale

21/03/2016

Come valutare una rettifica catastale

Nell’assistere i contribuenti occorre accertare che i dati siano sufficientemente chiari, verificarne la correttezza e la possibile incongruità rispetto alle caratteristiche del fabbricato


Sugli accertamenti catastali è stata recentemente ribadita la necessità di esposizioni non schematiche. Al fine di non incorrere nel rischio di nullità, la rendita catastale dell’immobile deve esprimere il valore del fabbricato, considerando sia le caratteristiche proprie dello stesso, sia il contesto nel quale è ubicato, usando anche criteri comparativi. A questo proposito, ogni comune è suddiviso in zone censuarie, a ciascuna delle quali sono attribuite una o più tariffe delle diverse classi che possono essere attribuite agli immobili presenti.
 
Per i professionisti tecnici che vogliono offrire una consulenza adeguata ai contribuenti, è opportuno accertare che l’eventuale provvedimento di classamento dell’immobile contenga: a) la menzione dei rapporti tra valore di mercato e catastale nella microzona di riferimento, qualora la modifica sia stata avviata su richiesta del Comune; b) l'indicazione delle trasformazioni edilizie; c) l'indicazione dei fabbricati, del loro classamento e delle caratteristiche analoghe che li rendono simili all'unità oggetto di riclassamento, quando l'atto sia conseguente a un aggiornamento o a un'incongruità rispetto ad altri immobili (sentenza 23247/2014).
 
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